Il capoluogo marchigiano ha vinto puntando su un futuro sostenibile. Ma ha già un presente solido, fatto di arte, commistione di culture e natura.
In volo sulle paludi di Azraq. Nel cuore arido del deserto di Giordania, si estende l’area naturalistica d’Azraq. Il suo territorio è costituito da una vasta ma lieve depressione geologica, nota come Qa’a AlAzraq che raccoglie le acque provenienti dalle montagne siriane e le immagazzina nel sottosuolo. La riserva occupa 30 chilometri quadrati e include il sito
In volo sulle paludi di Azraq. Nel cuore arido del deserto di Giordania, si estende l’area naturalistica d’Azraq. Il suo territorio è costituito da una vasta ma lieve depressione geologica, nota come Qa’a AlAzraq che raccoglie le acque provenienti dalle montagne siriane e le immagazzina nel sottosuolo. La riserva occupa 30 chilometri quadrati e include il sito delle antiche sorgenti, una zona di acquitrini recentemente rivitalizzata e la grande area periferica di dune fangose sedimentate, disseminate di cespugli salmastri e tamarisco. In queste località stanno sorgendo un centro d’accoglienza specializzato, piste e rifugi d’osservazione ornitologica. Una gran varietà di uccelli soggiorna ogni anno nella riserva per riposare lungo le estenuanti rotte migratorie verso l’Asia e l’Africa. Alcuni si fermano per tutto l’inverno oppure scelgono di riprodursi nelle aree protette della palude.

La Giordania che pochi conoscono
Natura reale, nobile e blasonata. Lontano dagli affollati campi tendati del Wadi Rum o dalle bellezze turistiche della spianata di Petra, il paese della Regina Rania quassù invece si scuote di dosso la polvere del turismo di massa e svela montagne solitarie, canyon scolpiti dall’acqua, villaggi beduini, accampamenti di pastori, riserve naturali, oasi d’acqua e praterie dove perdersi nel silenzio biblico e nel viaggio ecochic. Qui la Giordania si fa verde e azzurra, morbida e profumata come il mediterraneo d’estate. Silenziosa come una valle alpina.
Il sistema dei parchi giordani comprende una mezza dozzina di aree protette sparse tra le rive del Mar Morto, il deserto e le montagne. Oltre a Dana e al Wadi Mujib, si possono visitare i pantani di Azraq a nord di Amman dove è possibile fare birdwatching durante le migrazioni stagionali tra Africa e Eurasia. Poco lontano si trova anche la piccola oasi di Shawmari dove vivono orici, onagri e gazzelle. La bella foresta di Dibeen – a sud del complesso archeologico di Jerash – ospita invece una magnifica serie di colline ricoperte di pini di Aleppo e protegge molte specie di uccelli e animali rari, come lo scoiattolo rosso persiano o la iena striata. Infine vale una gita anche la riserva di Ajlun nel nord del paese dove querce e carrubi ombreggiano colline ricoperte di fragole e pistacchi. Infine, più conosciuti ma non per questo meno interessanti – ci sono le oasi del Wadi Rum (deserti e formazioni rocciose straordinarie), le sponde del Mar Morto e la riserva marina di Aqaba che protegge chilometri di barriera corallina. Per le informazioni sul patrimonio naturalistico giordano e per organizzare tour, soggiorni e visite guidate ai parchi nazionali e agli ecolodge si può contattare la Royal Conservation Society.
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