La tempesta invernale negli Usa non è segno che il riscaldamento globale non esiste, come lasciano intendere i negazionismi climatici.
Le aziende che puntano sulle risorse umane ci guadagnano. Quelle che abitualmente trattano male i dipendenti spesso realizzano performance inferiori al benchmark. Lo sottolinea l’ultimo report trimestrale sulla finanza sostenibile di Ing Sustainable Equity. La domanda è se le società che trattano bene i dipendenti lo fanno perché sono già società di successo e in
Le aziende che puntano sulle risorse umane ci guadagnano. Quelle che abitualmente trattano male i dipendenti spesso realizzano performance inferiori al benchmark. Lo sottolinea l’ultimo report trimestrale sulla finanza sostenibile di Ing Sustainable Equity. La domanda è se le società che trattano bene i dipendenti lo fanno perché sono già società di successo e in crescita, e semplicemente dispongono dei mezzi finanziari per essere generose. È abbastanza logico che i dipendenti siano felici e motivati se lavorano per una società di successo che ha i mezzi per remunerare la performance, piuttosto che per un’azienda in difficoltà finanziarie.
Contrariamente all’approccio seguito in passato da molti studi accademici sull’argomento, nello suo studio Does the stock market fully value intangibles? Employee satisfaction and equity prices” (Il mercato azionario valorizza appieno i valori intangibili? Soddisfazione dei dipendenti e prezzi azionari) si parla di causalità inversa, rilevando che la soddisfazione dei dipendenti si è costantemente materializzata in sorprese positive sugli utili e performance azionarie nettamente superiori.
Analizzando l’elenco delle 100 migliori aziende per cui lavorare negli Stati Uniti (pubblicato ogni anno nel numero di gennaio della rivista Fortune) sono emerse una sovraperformance del mercato azionario e sorprese positive sugli utili nettamente superiori nel periodo 1984-2009. Le migliori aziende per cui lavorare presentano sorprese positive sugli utili e reazioni del prezzo del titolo nettamente superiori rispetto ai peer di settore: 1,2-1,7 per cento più dei peer.
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