Il colpo di stato in Thailandia

L’esercito ha ufficializzato con un annuncio in tv il colpo di stato del 20 maggio in Thailandia.

Il generale Prayuth Chan-ocha ha annunciato ufficialmente con un messaggio trasmesso in televisione che l’esercito tailandese ha preso il controllo del paese asiatico. Non solo: i militari hanno anche occupato le sedi istituzionali e sospeso la costituzione per occuparsi personalmente delle riforme. I mezzi d’informazione sono stati censurati per garantire la “sicurezza” della popolazione. Prayuth Chan-ocha ha assicurato che il golpe non avrà ripercussioni sulle relazioni della Thailandia con la comunità internazionale.

 

http://youtu.be/OViGpnZgpSU 

Martedì 20 maggio l’esercito aveva imposto la legge marziale in tutto il paese per mantenere l’ordine dopo gli scontri in corso da mesi nella capitale Bangkok e in altre città. Questo significa che i militari si sono sostituiti alla giustizia ordinaria. Inizialmente Prayuth Chan-ocha aveva affermato che non si trattava di un colpo di stato, ma di un semplice tentativo di mettere fine alle violenze tra i sostenitori del governo e quelli dell’opposizione.

 

Gli scontri sono iniziati a novembre 2013 quando migliaia di persone sono scese per le strade per protestare contro una legge proposta dal governo guidato da Yingluck Shinawatra per far tornare dall’esilio in cui si trova l’ex primo ministro, nonché fratello, Thaksin Shinawatra senza scontare una condanna per corruzione del 2008.

 

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La Corte costituzione tailandese ha però definito questa legge un abuso di potere, rimuovendo il 7 maggio anche Yingluck dall’incarico. Al momento del colpo di stato dell’esercito il primo ministro era Niwattumrong Boonsongpaisan che aveva promesso di guidare il paese solo fino a nuove elezioni che in teoria sono fissate per luglio.

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