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La polizia thailandese ha arrestato Boonchai Bach, sospettato di essere uno dei più attivi trafficanti di zanne di elefante e corni di rinoceronte del mondo.
Boonchai Bach, 40 anni, è stato arrestato lo scorso 18 gennaio dalla polizia thailandese nella provincia di Nakhon Phanom, nel nord-est del Paese. L’uomo è sospettato di essere uno dei principali trafficanti di fauna selvatica del mondo, coinvolto nel contrabbando di migliaia di tonnellate di zanne di elefante e corna di rinoceronte dall’Africa all’Asia. Attualmente l’uomo è trattenuto dalle forze dell’ordine con l’accusa di aver introdotto illegalmente in Thailandia dall’Africa, lo scorso dicembre, quattordici corna di rinoceronte dal valore di oltre un milione di dollari.
“È come se fosse stato arrestato uno della famiglia Corleone”, ha dichiarato Steven Galster, fondatore di Freeland, organizzazione che opera in Asia per la conservazione dell’ambiente e la tutela dei diritti umani. Il riferimento alla celebre e fittizia famiglia mafiosa non è casuale, Boonchai Bach e suo fratello Bach Van Limh, conosciuti come Bach Brothers, sono infatti probabilmente a capo di una vasta organizzazione criminale responsabile della morte di migliaia di animali protetti.
Già nel 2003 Freeland aveva documentato le attività illegali dei Bach Brothers, tra cui il traffico illecito di ossa di tigre attraverso i confini. Nonostante i loro traffici fossero tutt’altro che segreti, i due criminali sono stati considerati a lungo intoccabili, questo grazie alla sistematica corruzione di funzionari pubblici che tutelavano la loro rete.
Boonchai Bach è stato arrestato in seguito ad un’ispezione di routine a bordo di un volo proveniente dall’Etiopia. Nei bagagli dell’uomo, grazie all’ispezione ai raggi X, sono stati individuate diverse corna di rinoceronte, la polizia ha però comunque fatto passare le valigie facendo finta di niente per risalire all’ufficiale corrotto che lavorava nell’aeroporto.
Secondo la polizia thailandese i Bach Brothers gestirebbero un traffico internazionale di fauna selvatica che inviava parti di specie protette, come elefanti, rinoceronti, pangolini, tigri e leoni, ai principali rivenditori in Laos, Vietnam e Cina, dove vengono utilizzate nella medicina tradizionale, nonostante la risaputa mancanza di prove dei loro benefici.
La polizia ha riferito che Boonchai ha negato le accuse che gli sono state mosse. Secondo la legge sulla fauna selvatica della Thailandia, l’uomo potrebbe scontare fino a quattro anni di carcere e pagare una multa di 1.300 dollari, ma le autorità hanno detto che stanno prendendo in considerazione anche imputazioni relative al riciclaggio di denaro e alla violazione delle leggi doganali, che potrebbero portare a dieci gli anni di carcere.
Lo smantellamento della rete criminale, che conterebbe numerosi capi, sarebbe comunque lontano. La cattura di Boonchai Bach rappresenta però un importante segnale da parte delle autorità thailandesi. “Questo arresto significa speranza per la fauna selvatica”, ha commentato Steven Galster.
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