Il non profit americano in crisi di fondi

La racconta è ai minimi dal 2007 e i fondi pubblici in calo. Le richieste superano la capacità di erogare servizi. Gli enti cercano fonti alternative.

Il peggiore anno dal 2007 accelera l’evoluzione finanziaria del non profit americano. Secondo i dati del sondaggio 2014 sullo stato del settore non profit negli Stati Uniti, le raccolte fondi hanno toccato il livello più basso degli ultimi sei anni. Le oltre 5mila organizzazioni che hanno risposto devono affrontare i bisogni crescenti della fascia più debole della popolazione e il taglio dei finanziamenti pubblici. Negli ultimi cinque anni i fondi governativi sono diminuiti per quasi il 50 per cento degli enti. Le richieste degli utenti sono aumentate per l’80 per cento degli intervistati. Nel 2013 il 56 per cento delle associazioni non è riuscita a soddisfare le richieste.

 

Raggiungere “una stabilità finanziaria a lungo termine” è l’obiettivo principale di quasi la metà degli intervistati: un traguardo in salita per le organizzazioni (il 28 per cento) che hanno chiuso in rosso il 2013 o per quelle (il 55 per cento) che, al momento, hanno risorse finanziarie sufficienti al massimo per tre mesi.

 

Come aumentare le entrate in un periodo così delicato? Per il 31 per cento degli enti, occorre ripartire da una gestione diversa del denaro. Il calo delle entrate ha spinto le organizzazioni americane del terzo settore anche a ricercare forme di sostegno alternative a quelle puramente erogatorie o liberali. Tra le nuove strade percorse, spunta l’impact investing, cioè la ricerca di investitori istituzionali pronti a investire in progetti che garantiscano anche ritorni a “impatto” sociale.

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