L’ottuplice sentiero sentiero delle imprese etiche

I passi contemplati nell’Ottuplice Sentiero, volti a liberare il pensiero dalla passionalità, possono in particolare aiutare anche gli “uomini impegnati nell’economia”

L’Ottuplice Sentiero, il Nobile, il memorabile insegnamento del Buddha Gautama, è una testimonianza di saggezza valida ancora e soprattutto ai giorni nostri in cui l’Uomo avverte un bisogno di maggior consapevolezza del senso morale del suo agire. Le parole umane dell’Illuminato hanno preceduto di cinque secoli quelle divine del Cristo preparandone il terreno e sia le une che le altre sostengono l’Umanità nel suo percorso evolutivo.

 

La ruota del dharma, ogni suo raggio rappresenta uno dei possibili cammini dell'ottuplice sentiero (foto di Godong/Universal Images Group via Getty Images)
La ruota del dharma, ogni suo raggio rappresenta uno dei possibili cammini dell’ottuplice sentiero (foto di Godong/Universal Images Group via Getty Images)

I passi contemplati nell’Ottuplice Sentiero, volti a liberare il pensiero dalla passionalità, possono in particolare aiutare anche gli “uomini impegnati nell’economia” a comprendere i profondi bisogni di tutti coloro che nutrono aspettative nei confronti delle attività imprenditoriali. Sono otto le categorie dei portatori di interessi, detti anche “stakeholder”, normalmente considerati dalle aziende che si dotano del bilancio sociale come certificazione del livello di responsabilità etica, assunto nel soddisfare non solo gli interessi dei portatori del capitale, ma anche di altri soggetti. Queste otto categorie hanno in sé elementi che, a parere di chi scrive, rimandano ai contenuti degli otto petali del fior di loto contemplati dal Buddha nell’insegnamento dell’Ottuplice Sentiero:

I petali del fior di loto, gli stakeholder:

  1. Retta visione, l’azienda
  2. Retto proposito, i portatori del capitale
  3. Retta parola, i clienti
  4. Retta azione, l’ambiente
  5. Retta condotta di vita, i lavoratori
  6. Retto sforzo, l’impegno sociale
  7. Retta memoria, i fornitori
  8. Retta riflessione, le istituzioni

Quale potrebbe essere stato un dialogo fra il Buddha e i suoi fedeli discepoli che gli avessero posto domande riguardanti tematiche economiche, seppure per quei tempi improponibili?

L’economia aziendale è infatti “disciplina moderna” ed era dunque impensabile, allora, che qualcuno cercasse risposte a problematiche sconosciute. Però, proprio per questa diversa prospettiva temporale, le risposte del Buddha, sulla traccia dei passi dell’Ottuplice Sentiero, possono essere più attuali di un trattato di economia dei nostri giorni.

 

Il diagolo tra il Buddha e i suoi discepoli

Quando il Buddha si trovava a Sarnath, nel parco dei Daini di Isipatana, disse questo ai suoi cinque discepoli che lo interrogavano…

Ananda
Maestro, perché quando più persone sono chiamate a parlare di un’esperienza vissuta nel medesimo momento, ciascuno di loro la racconta in modo diverso?

Buddha
Perché sono le esperienze individuali del passato che condizionano e fanno percepire in modo diverso quel fatto: la rappresentazione quindi non è oggettiva, ma soggettiva.

Sariputta
Quale strada occorre percorrere per giungere ad una rappresentazione oggettiva?

Buddha
E’ possibile ottenere una rappresentazione oggettiva se in ciò che si percepisce si ricerca e si trova il concetto.

Mogallana
Cos’è il concetto?

Buddha
E’ la legge universale, la legge che non deriva dai sensi, ma da ciò che lo spirito trova dentro di chi è riuscito a cogliere l’essenza.

Kassapa
Allora i nostri sensi, che elaborano in continuazione giudizi ed opinioni, non sono veritieri?

Buddha
No. Non lo sono perché sono frutto di una condizione di coscienza ordinaria, quella di cui è dotato l’Io inferiore. E’ la coscienza di chi non ha capacità di vero ascolto perché è tutto proteso a contrastare l’opinione dell’altro, anziché cogliere dalle sue parole il significato che lui ripone in esse, facendo silenzio interiore.

Sariputta
Il silenzio interiore è l’unico atteggiamento che consente il vero ascolto dell’altro?

Buddha
Sì, il silenzio interiore è l’unico atteggiamento chelo consente.

Ananda
Maestro, tu parli di Io inferiore. Questo tuo dire evoca dunque un altro Io.

Buddha
Ananda, sai bene a quale Io alludono le mie parole.

Upali
Maestro, ti prego, parlaci ancora di quell?Io che a ha a che fare con i sensi.

Buddha
La retta visione delle cose è dell’Io superiore, non di quello inferiore, empirico, che crede di vedere ma che in realtà non vede, immerso com’è in un mare in tempesta le cui gigantesche onde nascondono la vista della riva. La retta visione, infatti, non è di chi, travolto dalle onde, pensa solo a sé e non a ciò che è fuori di sé. Questo qualcosa può essere colto solo quando ci si unisce allo spirito universale anando il contrasto che continuamente esiste fra il nostro Io egoico ed il mondo. Per accogliere il mondo, nell’unico modo giusto, occorre, infatti, ascoltare senza pregiudizi e preconcetti, senza le interferenze dei moti dell’anima, senza le passioni, le brame, i desideri, le antipatie e le simpatie, senza contrapposizione alcuna.

Upali
Com’è possibile non far agire dentro di noi i moti dell’anima?

Buddha
Lasciando agire su di noi un altro organo di percezione che non fa parte dei sensi esteriori.

Mogallana
Cos’è questo diverso organo di percezione?

Buddha
E’ l’Occhio Fedele che lascia entrare dentro di noi l?immagine
esatta del mondo.

Kassapa
Com’è possibile dotarsi di un Occhio Fedele?

Buddha
Sdoppiandosi, osservandosi mentre si agisce, guardandosi dal di fuori e ricercando nel proprio agire i moti dell?anima per trasformarli.

Sariputta
Ma questo non è facile.

Buddha
No non lo è; ma è l’unico modo possibile per raggiungere la giusta visione, la retta rappresentazione. Cioè, per cercare e scoprire il bello, il buono ed il vero in tutto ciò che facciamo: l?archetipo spirituale, il concetto primo di una qualunque cosa del mondo.

Ananda
Anche il concetto primo ispiratore di ogni attività economica?

Buddha
Sì, anche il concetto primo ispiratore di ogni attività economica.

Ananda
Ma non è il profitto il concetto primo, ispiratore di ogni attività economica?

Buddha
Confonderesti la circolazione sanguigna dell’uomo con lo scopo per cui quell’uomo esiste?

Ananda
No, di certo. Considero il sangue un mezzo, non lo scopo.

Buddha
Allora, così come consideri il sangue un veicolo e cerchi altrove il concetto primo dell?uomo, non fermare il tuo pensiero
sul profitto ma abbi una giusta rappresentazione di ciò che ogni attività economica persegue.

Ananda
E’ il vero, il bello ed il buono dunque ciò che ogni attività economica dovrebbe conseguire?

Buddha
Sì.

Ananda
Come possono uomini impegnati in attività economiche conseguire il vero, il bello ed il buono?

Buddha
Cercando dentro di sé.

Mogallana
E se non tutti cercheranno?

Buddha
Chi cercherà, troverà anche per chi non cerca.

Mogallana
E se fosse uno solo a cercare?

Buddha
Se anche fosse uno solo a cercare, troverebbe anche per tutti gli altri.

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