Indonesia, terremoto e tsunami devastano Palu. Almeno 1.374 morti e 113 feriti

La città di Palu, in Indonesia, è stata colpita da un violento terremoto seguito da uno tsunami. Pesantissimo il bilancio di vittime e danni materiali.

20 ottobre – Il bilancio definitivo del maremoto è di 2.073 morti.

3 ottobre ore 8:30 – “Il bilancio è ormai di 1.374 morti e 113 feriti”, ha annunciato a Palu Willem Rampangilei, direttore dell’agenzia indonesiana di gestione delle catastrofi naturali. Il dirigente ha specificato che “ci sono ancora dei corpi intrappolati sotto le macerie e non sappiamo quanti siano. La nostra priorità è di salvare il maggior numero di persone possibile”.

Secondo le ultime stime, sono circa 200mila le persone che necessitano di un aiuto umanitario. Si ritiene che il terremoto, prima ancora dell’arrivo dello tsunami, abbia distrutto 66mila abitazioni.

Aggiornamento 2 ottobre ore 9 – L’agenzia indonesiana che si occupa della gestione delle catastrofi ha diffuso un nuovo drammatico comunicato nel quale spiega che il numero di morti accertati è salito a quota 1.234. Intanto, due nuovi terremoti – di magnitudo 5,6 e 6 – sono stati registrati nei pressi dell’isola di Sumba, a sud dell’Indonesia.

 L’ufficio di coordinamento degli Affari umanitari delle Nazioni Unite (Unocha) ha affermato che il numero di persone bisognose di aiuti dovrebbe essere pari a circa 191mila. Di cui 46mila bambini e 14mila anziani.

 


Un potente tsunami, provocato da un forte terremoto, ha devastato venerdì l’isola di Sulawesi, in Indonesia. Almeno 810 persone sono morte, secondo un bilancio ancora provvisorio diffuso nel corso del fine settimana dalle autorità della nazione asiatica.

Onde alte sei metri: quartieri interi rasi al suolo a Palu

Ad essere stata colpita, in particolare, è la città costiera di Palu, nella quale il passaggio dell’onda ha provocato enormi danni. Il centro, nel quale vivono 350mila persone, è situato a 78 chilometri dall’epicentro del sisma, di magnitudo 7,5, che ha scosso l’acqua del mare generando onde alte fino a sei metri. Le immagini diffuse dai media internazionali mostrano strade invase da carcasse di automobili, edifici interi rasi al suolo, alberi sradicati, linee elettriche abbattute. Alcuni quartieri sono ormai un cumulo di macerie. Anche il ponte simbolo della città è stato abbattuto, mentre una delle principali arterie che consentono di raggiungere la località costiera è stata bloccata da una frana. Il governo dell’Indonesia, inoltre, non esclude che nei prossimi giorni possano registrarsi potenti repliche del movimento tellurico: per questo è stato deciso di evacuare la popolazione che vive nelle zone più a rischio.

Il governo dell’Indonesia ha deciso di evacuare la popolazione

“Pensiamo che decine, se non centinaia di persone, siano ancora sotto le macerie. Basti pensare che il principale centro commerciale di Palu è crollato. Stessa sorte per l’hotel Rua-Rua, che aveva 80 camere, di cui 76 occupate”, ha sottolineato un portavoce dell’agenzia di gestione delle catastrofi. Ma i soccorsi ancora faticano a raggiungere i luoghi più colpiti, soprattutto la regione di Donggala, poco a nord di Palu.

Gli ospedali, intanto, faticano a gestire l’enorme numero di feriti. Jan Gelfand, responsabile della Federazione internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa, ha spiegato che “si tratta di una corsa contro li tempo”. Nel frattempo, per la popolazione rimasta indenne, cominciano a mancare i generi di prima necessità. Acqua, cibo e carburanti scarseggiano. Il presidente Joko Widodo, che si è recato a Palu. Mentre un responsabile del governo di Giacarta ha annunciato: “Siamo stati autorizzati ad accettare aiuti internazionali d’emergenza per rispondere al disastro”.

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Ressa all’aeroporto di Palu, in Indonesia: migliaia di persone partono dopo il passaggio di un devastante tsunami provocato da un terremoto © Ulet Ifansasti/Getty Images

Cos’è la “cintura di fuoco” del Pacifico

L’Indonesia si trova nella cosiddetta “cintura di fuoco del Pacifico”. Una zona che in geologia indica una fascia caratterizzata da forti e potenti terremoti. Essa tocca anche Polinesia, Filippine, Nuova Zelanda e Giappone. Le 17mila isole indonesiane si sono formate proprio a causa della convergenza di tre grandi placche tettoniche: quella pacifica, quella australiana e quella eurasiatica.

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