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Product design, grafica ed esperta di packaging ha scelto di impostare il suo lavoro sull’arte della carte piegata.
Come le è venuta l’idea di utilizzare gli origami come forma espressiva?
Anni fa sono andata volontaria in Zambia con una organizzazione di aiuto, e mi sono impegnata nel far passare il tempo ai bambini e ai ragazzi; gli origami si sono dimostrati un valido aiuto sia nella comunicazione, anche con bambini sordi o menomati. Come nella tradizione giapponese degli origami in cui semplicemente i componenti della famiglia, per esempio nonna, mamma e nipoti in una giornata di pioggia o fredda, si mettevano al tavolo piegando
la carta e i loro gesti erano ripetuti dei bambini e dai ragazzi, senza insegnamento orale. Se sono così utili in situazioni così estreme ho pensato che lo potevano essere anche qui.
Cosa significa “diffondere la cultura degli origami”?
C’è un’antica usanza giapponese, che ancora è in uso in alcune zone agricole che mi sembra riesca a spiegare bene l’originario significato, il “sembazuru”: quando qualcuno è malato gli amici e i parenti gli portano in dono piccoli animaletti o altre costruzioni di origami che vengono appesi insieme e servono come augurio di buona guarigione. Il tempo e la fatica impiegati per confezionarli sono una buona prova dell’affetto che si nutre nei loro confronti. Ma se gli animaletti sono adatti ai bambini, per interessare gli adulti è necessario insegnargli a costruire oggetti utili e/o di utilizzo comune, come quelli necessari per abbellire una tavola a cena o piccoli oggetti per la casa.
Quali vantaggi ha l’arte di confezionare origami?
Gli origami sono facili ecologici e divertenti e poco costosi, se sono anche utili o divertenti, come nel caso di trottole, segnaposti, scatoline e molto altro, il loro valore cresce ulteriormente. Inoltre, costruirli significa trovare il proprio tempo per rilassarsi, e/o distrarsi dalle normali occupazioni e vedendo il proprio risultato sono anche una forma di soddisfazione.
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