Investimenti sostenibili

Anche fuori dalle grandi piazze finanziarie, trovare fondi per l’ambiente è possibile. L’esempio delle isole Fiji

Le isole Fiji sono il primo paese emergente a emettere un green bond per salvare il proprio territorio dall’impatto dei cambiamenti climatici.

A una conferenza internazionale dedicata agli operatori della finanza, ci si aspetta che a fare la parte del leone siano i soliti grandi nomi provenienti dalle piazze di New York, Londra, Singapore. Alla conferenza annuale 2018 della Climate Bonds Initiative, invece, è successo qualcosa di diverso: uno dei premi più prestigiosi è stato assegnato alle isole Fiji. La motivazione? L’arcipelago del Pacifico sta indicando agli altri stati emergenti la via per cavalcare l’onda della finanza sostenibile, mettendola al servizio della lotta ai cambiamenti climatici.

Uno stato-isola che vive sulla sua pelle i cambiamenti climatici

Costituite da circa trecento isole vulcaniche, e con una popolazione di circa 900mila abitanti, le isole Fiji – secondo una ricerca presentata dalla ong Germanwatch – sono uno dei cinque paesi al mondo più colpiti dai cambiamenti climatici nel corso del 2016. Come tutti i piccoli stati insulari, infatti, risultano particolarmente vulnerabili alla minaccia degli uragani, che in questi ultimi anni si sono intensificati per numerosità e violenza. Come il ciclone Winston del 2016, che ha letteralmente spazzato via l’equivalente di un terzo del pil nazionale.

Non a caso, le isole Fiji erano state la prima nazione in assoluto a ratificare, già il 12 febbraio 2016, lo storico Accordo di Parigi sul clima. Con un forte valore simbolico, proprio a loro era stata assegnata la presidenza della Cop23, che si è poi tenuta a Bonn per motivi logistici.

ciclone Winston isole Fiji
Il ciclone Winston ha colpito le isole Fiji nel 2016 © UNICEF / Getty Images

Un green bond per salvare il proprio territorio

Proprio in occasione della Cop23, a novembre 2017, le isole Fiji hanno voluto conquistarsi un altro primato: diventare la prima economia emergente del mondo a emettere un green bond sovrano. Dopo un percorso di preparazione durato cinque mesi e guidato della Banca Mondiale, l’emissione (pari a 50 milioni di dollari) ha riscosso un immediato successo sul mercato. Si è trattato del terzo stato nazionale in assoluto a prendere la strada dei green bond: a precederlo solo la Polonia e la Francia.

plenaria finale cop23 bonn
Plenaria finale della Cop 23 di Bonn, 2017. Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, Frank Bainimarama, primo ministro delle isole Figi e presidente della Cop 23, il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier e la segretaria dell’Unfccc Patricia Espinosa Cantellano © Lukas Schulze/Getty Images

Un green bond tecnicamente funziona come qualsiasi altra obbligazione, ma l’emittente si vincola a impiegare la liquidità raccolta soltanto per finanziare progetti a sfondo ambientale. Nello specifico, le isole Fiji seguono alcune linee guida internazionali (Green Bond Principles) e si focalizzano soprattutto sugli investimenti per la resilienza di fronte ai cambiamenti climatici. Raccogliere risorse è inoltre indispensabile per raggiungere gli ambiziosi obiettivi fissati con l’adesione all’Accordo di Parigi: arrivare, entro il 2030, a produrre il 100 per cento dell’energia da fonti rinnovabili e tagliare del 30 per cento le emissioni di gas serra nel settore dell’energia.

Il premio alle isole Fiji, pioniere della finanza verde

Ed è proprio questo il motivo del riconoscimento assegnato alle isole Fiji alla terza edizione dei Green Bond Pioneer Awards, articolati su diverse categorie. “Assumendo un ruolo di pioniere, le isole Fiji hanno cercato di stabilire standard elevati che siano da guida anche per le altre nazioni, e si sono rivelate particolarmente di supporto nel costruire un processo solido e trasparente. Proprio questa trasparenza fornisce ad altri stati una vera e propria roadmap che potranno seguire quando decideranno di emettere il loro green bond sovrano”. Queste le parole che si leggono in un report della International Finance Corporation (un’agenzia della Banca Mondiale), che prende spunto proprio dall’esperienza delle Fiji per dare indicazioni passo dopo passo alle altre economie emergenti, invitandole a prendere esempio.

I green bond, infatti, possono essere davvero la chiave per sbloccare risorse per lo sviluppo sostenibile. E i numeri dimostrano il loro successo ormai planetario. Solo un decennio fa le obbligazioni verdi muovevano i loro primi passi, nel 2018 si prevede che raggiungano un valore di mercato di 250 miliardi di dollari. La sfida che si pongono gli operatori è quella di arrivare a 1000 miliardi di dollari entro il 2020. Una cifra vertiginosa, che però – se questi sono i tassi di crescita – sembra tutt’altro che irraggiungibile.

Foto in apertura © Malcolm Peacey / Flickr

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