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La scena dell’abbraccio fra Keanon Lowe, allenatore di football in una scuola dell’Oregon, ed Angel Granados-Diaz, uno dei suoi studenti, ha commosso tutto il mondo. Lowe, che ha disarmato Diaz impedendogli di togliersi la vita, verrà ora insignito della medaglia d’onore.
Ho visto un ragazzo spaventato. Questa è la prima cosa che ho visto.Keanon Lowe, allenatore di football
Keanon Lowe non pensava di essere un eroe. Credeva di essere soltanto un allenatore di football americano. Gli piaceva giocare con i suoi studenti della scuola superiore Parkrose a Portland, in Oregon. Eppure, il 17 maggio del 2019 ha salvato una vita. Il giovanissimo Angel Granados-Diaz è vivo grazie a lui.
Il ragazzo, appena diciottenne all’epoca, quel giorno progettava di togliersi la vita in classe con un colpo di pistola. “Fatti come questi si concludono sempre in tragedia”, commenta Lowe ripensando agli alunni che ha visto fuggire terrorizzati nel corridoio della scuola. Ma questa volta le cose sono andate diversamente. L’istinto ha guidato l’allenatore che, noncurante del pericolo, ha disarmato Diaz. E poi l’ha abbracciato. L’ha tenuto stretto fra le sue braccia, a lungo. “È stato un momento molto emozionante, sia per lui che per me. Volevo soltanto che sapesse che io ero lì per lui. Gli ho detto che ero lì per salvarlo, ero lì per una ragione. E che questa vita merita di essere vissuta”.
È stato un momento molto emozionante, sia per lui che per me. Volevo soltanto che sapesse che io ero lì per lui. Gli ho detto che ero lì per salvarlo, ero lì per una ragione. E che questa vita merita di essere vissuta.Keanon Lowe, allenatore di football
Ora Keanon Lowe riceverà una medaglia d’onore. Un riconoscimento che la Congressional medal of honor society assegna solitamente ai membri dell’esercito statunitense, ma che ha deciso di conferire anche a quei cittadini che incarnano “i valori che il premio rappresenta: coraggio, sacrificio, impegno, integrità, cittadinanza e patriottismo”. Altre cinque persone e un’organizzazione sono state premiate insieme a Lowe. Nella sua categoria, “singolo atto di eroismo”, troviamo anche Riley Howell, che ha fatto da scudo ai suoi compagni durante una sparatoria nell’Università della Carolina del Nord a Charlotte, dando la sua vita per loro.
“Ci sono tante sfide che i ragazzi che vivono qui devono affrontare crescendo”, spiega il coach. “L’accesso alle armi, la salute mentale… È un grosso problema che necessita di una soluzione, che non sarà veloce da trovare”. Dopo la sparatoria del 14 febbraio 2018 nella scuola superiore di Parkland, in Florida, nella quale hanno perso la vita 17 persone tra studenti e lavoratori, i giovani sopravvissuti hanno dato vita al movimento March for our lives, che invoca l’inasprimento delle leggi che regolano la compravendita di armi. Negli Stati Uniti non è difficile acquistarne una, infatti, ed è altrettanto facile appropriarsi di quella del proprio padre, del proprio fratello, del proprio partner.
Amatevi l’un l’altro. Non potete sapere quando sarà l’ultima volta che vedrete quella persona.Aidan Minoff, sopravvissuto alla sparatoria di Parkland
“Siamo stufi di sentirci dire che siamo troppo giovani per apportare un cambiamento”, canta Sawyer Garrity, già studentessa di Parkland, gli occhi lucidi. “Non riuscirete ad abbatterci. Noi ci rialzeremo. Potrete anche averci fatto del male, ma diventeremo più forti e non vi lasceremo vincere. Abbiamo cominciato una battaglia. Potrete anche aver portato il buio, ma insieme faremo risplendere la luce. Saremo qualcosa di speciale. Sì, risplenderemo”.
Noi vogliamo credere in questi ragazzi. Perché ottenere il rispetto dei propri diritti non è mai semplice – la storia lo dimostra – e non lo sarà neanche in questo caso. Basti pensare che durante l’emergenza coronavirus le vendite di armi sono aumentate; e quando lo stato di New York ha chiuso tutte le attività economiche non essenziali, compresi i negozi di armi, la National rifle association – l’associazione che ne rappresenta i detentori, una lobby molto potente – ha fatto causa al governatore Cuomo, sostenendo che i rivenditori di fucili e pistole sono essenziali.
Molti americani sono fedelissimi al secondo emendamento della Costituzione, che sancisce il diritto di possedere un’arma. Joe Biden però, che salvo eccezioni legate alla pandemia gareggerà contro Donald Trump nella corsa alla Casa Bianca, è stato promotore di una delle più importanti leggi sul controllo delle armi e promette che se diventerà presidente non avrà paura di fronteggiare nuovamente la Nra. Non possiamo far altro che augurarci che manterrà la promessa. E continuare a dar voce a storie come quella di Keanon Lowe, l’angelo che ha salvato Angel.
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