La paura della devianza: la paura di chi si discosta

Quando si parla di devianza i protagonisti sono due: chi agisce per perseguire un fine “non convenzionale” e chi definisce tale comportamento “deviante”.

Con il termine “devianza” non si intende uno scompenso mentale, fisiologico o genetico bensì un processo che vede coinvolti contemporaneamente, ma non simmetricamente, due punti di vista differenti: i protagonisti sono due, chi agisce per perseguire un fine “non convenzionale” e chi, per placare la propria ansia di fronte al diverso, definisce tale comportamento “deviante”.

Ovunque esiste cultura e dove gli uomini si sono dati un ordine, esiste anche la possibilità di creare “disordine”. La “Norma” (religiosa, sociale, statistica…) è ordine ed equilibrio, chi devia da essa mette in discussione la fragilità dell’equilibrio stesso su cui la società riposa. In questa prospettiva, chi infrange una norma deve essere isolato. Una volta l’isolamento avveniva fisicamente, attraverso la restrizione manicomiale dove barboni, ubriachi, disabili e anarchici venivano esiliati. Oggi, oltre alle istituzioni carcerarie, l’isolamento si realizza attraverso diagnosi medico-psichiatriche sempre più articolate o attraverso definizioni sociologiche quali “teppista” e “sociopatico”. Queste etichette, tuttavia, a servono a comprendere il messaggio sottostante a ciò che si “discosta” e impediscono di cogliere il senso e il significato di gesti, atteggiamenti, comportamenti diversi da quelli più diffusi. Il rischio è che si limitino a sedare le ansie senza dare modo di guardare all’Altro senza giudicare. Quello che potrebbe essere un potenziale arricchimento culturale e umano viene vissuto come una minaccia.

 

Tradotto da

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articoli correlati
La valle dell’Omo, dove la vita scorre con il fiume

Le tribù della valle dell’Omo in Etiopia vivono a stretto contatto con la natura e il fiume da cui dipendono. Questo reportage esclusivo racconta come la costruzione di una diga, i cambiamenti climatici e un boom turistico stiano mettendo a dura prova la loro capacità di preservare stili di vita ancestrali.