La posada di dona Carmen

Un libro caldo. Leggendolo si sente il Messico, si sentono i profumi, si sente la terra.

La vita frenetica della città, un lavoro stressante. Una
situazione emotiva fragile. Una relazione finita. Male. Queste sono
le premesse con cui il protagonista del libro si trova catapultato
in Messico. Il pretesto che fa organizzare il viaggio è un
convegno di lavoro, ma approfittando dei giorni liberi precedenti
gli impegni il protagonista viene a contatto con una società
ben diversa da quella che conosceva.

E’ un viaggio che inizia dallo spostamento fisico per innescare
uno spostamento emotivo. Non è un viaggio sempre facile. Ci
sono momenti di smarrimento, di paura, di ripensamento. Ci sono
momenti in cui il passato riaffiora e fa male.

Sono tante le situazioni nuove con cui il protagonista si trova
a confrontarsi e iniziano tutte dalla Posada di donha Carmen,
sensuale e provocante proprietaria di una locanda nella sierra
messicana del Nayarit.. Un legame alchemico, chimico porta il
protagonista a legarsi alla donna. Ma perché? Che cos’ha
donha Carmen di così speciale? La sua pelle ambrata, le sue
forme generose… Ma non è solo questo.
La coppia di contadini, Clara e Francisco. Il loro segreto. Il loro
dolore. Il loro amore per la vita, per la natura. Inizialmente il
protagonista sarà freddo nei loro confronti, si
sentirà superiore a loro in virtù della propria
cultura scolastica, ma poi capirà che questa coppia conosce
tutto ciò che nessuna scuola e nessun’università
potranno mai insegnare: la vita, la spiritualità,
l’amore.

Non solo rapimento sensuale e amicizia. Ci sono in queste pagine
fatti di mafia nelle piantagioni di tabacco in cui gli Indios
lavorano, misteri, misfatti. Interessi, latifondisti. C’è il
rancore, l’odio. La scorza dura che ha chi è stato derubato
della propria dignità di essere umano.

Un libro molto bello, pieno di passione. Per l’amore, per la
vita, per l’amicizia.
Un libro caldo. Leggendolo si sente il Messico, si sentono i
profumi, si sente la terra.

 

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