Lanciamo la petizione contro la chiusura del mercato di Campagna Amica

Continuiamo la battaglia insieme ai ristoratori e ai cittadini di Roma per consentire agli agricoltori di riprendere serenamente al più presto la loro meritevole attività nel mercato di Campagna Amica. Sono stati organizzati presidi, blitz, tempeste di tweet e di lettere da parte dei ristoranti romani. Adesso firmiamo la petizione.

I piccoli agricoltori del mercato di Campagna Amica del Circo Massimo a Roma hanno dovuto sospendere la propria attività dopo anni in cui hanno recuperato un edificio in abbandono, affidato loro dal Comune, e trasformandolo in un esempio di agricoltura No-Ogm e a km zero.

Non riesco a credere che sotto un’amministrazione a 5 Stelle si possa interrompere un’attività amica dei consumatori e alternativa all’agricoltura delle multinazionali degli Ogm.

Non riesco a credere che si voglia privare la Capitale di un punto riferimento unico dal punto di vista storico, culturale e produttivo che ha saputo conquistare in quasi dieci anni di attività milioni di visitatori tra cittadini romani e turisti italiani e stranieri che hanno imparato ad apprezzare le specialità a chilometro zero del mercato.

Il Mercato contadino al Circo Massimo è un canale insostituibile di approvvigionamento di materie prime di altissima qualità e tradizione.

La protesta per lo sfratto degli agricoltori si è propagata dal mercato contadino fino a tutti i ristoranti, trattorie e osterie della Capitale che ora saranno costretti a stravolgere i loro menu a chilometro zero che si basavano sugli ingredienti locali della cucina romana.

La Fondazione Campagna Amica ha ricevuto lettere di sostegno dai ristoratori più noti di Roma preoccupati di non poter più offrire ai propri clienti piatti della tradizione locale con gli ingredienti sani, freschi, genuini ed a chilometri zero acquistati direttamente dagli agricoltori.

Ho indetto una petizione su Change.org. La spontanea raccolta di migliaia di firme di cittadini indignati rafforza la richiesta alla sindaca Virginia Raggi perché intervenga subito per evitare che per qualche cavillo burocratico si consenta una palese ingiustizia ai danni dei piccoli agricoltori e di tanti consumatori.

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