Leroy Merlin, ecco il progetto vincitore del concorso la Casa di Domani

Il concorso lanciato da Leroy Merlin prevede il recupero della struttura che ospita le famiglie dei piccoli pazienti dell’Ospedale Gaslini. Vincitrici due studentesse dell’Università di Salerno.

È il team Haz composto da Agostina Carla Ciancaglini e Jazmin López Becker, ad avere vinto il concorso di idee “La Casa di Domani”, promosso da Leroy Merlin. Lo spunto la realizzazione di un progetto di riqualificazione e recupero di un edificio attualmente in disuso, la Casetta Rossa di Genova, per ospitare le famiglie dei bambini ricoverati all’Istituto Giannina Gaslini di Genova.

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L’ad di Leroy Merlin Italia Olivier Jonvel (sx). Le vincitrici del concorso Agostina Ciancaglini e Jazmine con Tessa Gelisio (dx).

Il progetto, premiato a Palazzo Litta nel cuore di Milano e proposto dalle due studentesse argentine dell’Universidad Nacional di Cordoba, frequentanti l’Università degli Studi di Salerno, è stato quello che meglio ha soddisfatto le tematiche emerse dalla ricerca dell’Osservatorio sulla Casa: la casa ideale è quella attenta alla salute, comoda da vivere, che fa risparmiare e che rispetta l’ambiente. E che in questo caso faciliterà la condivisione e l’incontro tra famiglie che stanno passando periodi difficili. “Abbiamo voluto questo contest perché ci aiuta a percepire le tendenze del momento in fatto di casa, di abitazione”, ha dichiarato Gianni Bientinesi, direttore business intelligence di Leroy Merlin Italia. “Il concorso funziona perché i progetti migliorano di anno in anno”.

Leroy Merlin dà spazio ai giovani progettisti

“Per realizzare questo progetto ci siamo messe nei panni delle persone che stanno vivendo un periodo difficile e spesso triste”, ha dichiarato Agostina Carla Ciancaglini alla premiazione. “Abbiamo voluto realizzare questo progetto pensando a come avrebbero voluto vivere queste persone”.

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Il progetto di recupero prenderà il via a breve e verrà realizzato nei prossimi mesi: la Casetta Rossa una volta completata sarà a disposizione della Onlus La Band degli Orsi, che lavora su Genova proprio per migliorare l’accoglienza dei piccoli ospiti in degenza. “È stato importante per noi partecipare a questo concorso, perché abbiamo imparato come si realizza un progetto in Italia, con tutte le normative del caso”, ha invece spiegato Jazmin López Becker. “In Italia la sostenibilità è un tema attuale, ma in Argentina è solo agli inizi. Per questo vogliamo continuare a studiare queste tematiche”.

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Alcune immagini fornite da Leroy Merlin della Casetta Rossa di Genova, edificio attualmente in disuso gestito dall’associazione onlus Band degli Orsi.

La casa di domani? La disegna l’Oservatorio della Casa

L’edizione del 2017 dello studio, realizzata in collaborazione con Saint Gobain su dati Doxa, ha tentato di fotografare quali siano le maggiori preoccupazioni ed attenzioni che gli italiani hanno nei confronti della casa ideale. Ma qual è la definizione di casa ideale? Secondo l’Osservatorio è una casa attenta alla salute, comoda, capace di far risparmiare e rispettosa dell’ambiente. Il dato più rappresentativo è forse quel 69 per cento, che reputa importante la qualità dell’aria degli ambienti domestici, contrapposto a quel 21 per cento che mette al centro i temi della sostenibilità: ad esempio solo il 15 per cento ha installato pannelli fotovoltaici sulla propria abitazione, mentre solo l’11 per cento è intervenuto anche con lavori sulla struttura della casa, quali l’isolamento delle pareti perimetrali, del solaio, del tetto e dei pavimenti.

Preoccupanti invece i dati riguardanti il rischio sismico: il 13 per cento degli intervistati non sa se vive in una zona sismica mentre il 45 per cento non sa se la propria abitazione è stata costruita rispettando norme antisismiche. Poco confortanti anche i dati sull’utilizzo delle detrazioni fiscali per le opere di ristrutturazione: l’84 per cento del campione ne è a conoscenza, ma solo il 52 per cento di chi ha realizzato dei lavori ne ha usufruito. A dimostrazione che per riqualificare il patrimonio edilizio italiano, di strada ce n’è ancora da fare. Sia a livello normativo che culturale.

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