Lima, ultima chiamata per raggiungere un nuovo accordo globale sul clima

Il primo dicembre sono cominciati i lavori della Cop 20 di Lima, la conferenza sul clima delle Nazioni Unite. L’ultima occasione per capire chi fa sul serio (e chi no).

Il mondo è in Perù per decidere il futuro del clima e del nostro pianeta. Il primo dicembre, nella capitale Lima, è iniziata la ventesima conferenza annuale sui cambiamenti climatici (Cop 20) che vede riuniti i delegati di 196 paesi che fanno parte della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (Unfccc). L’obiettivo è cercare di fare grandi passi avanti verso l’adozione di un nuovo accordo globale che contenga obiettivi vincolanti sulla riduzione delle emissioni di CO2.

 

orso-lima© Miguel Villagran/Getty Images

Va subito detta una cosa. Il 12 dicembre, alla fine della conferenza di Lima, non ci saranno lanci di agenzia per annunciare il raggiungimento dell’accordo definitivo, ma si farà il punto sullo stato di avanzamento dei negoziati in previsione della stesura definitiva e dell’apertura alle firme, il prossimo anno a Parigi (Francia), di un testo legalmente vincolante. Quello di Lima quindi è l’ultimo appuntamento ufficiale utile per capire la reale volontà dei governi nell’impegnarsi ad affrontare il riscaldamento globale.

 

Nei mesi scorsi, il Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici (Ipcc, Intergovernamental panel on climate change), Nobel per la Pace nel 2007, ha reso noto in modo semplice e diretto cosa dovrebbe fare la comunità internazionale per contenere l’aumento della temperatura media globale sotto la soglia di rischio: le emissioni di CO2 devono calare tra il 40 e il 70 per cento entro il 2050 rispetto ai livelli del 1990, del 100 per cento entro fine secolo. Inoltre solo con un’azione coordinata e rapida sarà possibile contenere l’aumento della temperatura entro i due gradi centigradi come promesso dagli stati durante la conferenza di Copenaghen nel 2009 (Cop 15).

 

lima2© Miguel Villagran/Getty Images

L’Unione europea ha fatto sapere attraverso le parole del commissario per il Clima Miguel Arias Canete, che Lima è una tappa “cruciale” per il futuro di tutti noi e un fallimento non è all’ordine del giorno. Bruxelles, secondo le parole di un alto funzionario riportate dall’Ansa, è pronta a battersi per inserire nell’accordo obiettivi concreti e vincolanti sulla riduzione della CO2 che coinvolgano non solo i paesi europei e gli Stati Uniti, ma anche paesi al vertice della classifica delle emissioni come Cina e India.

 

Oggi la concentrazione di CO2 in atmosfera si aggira intorno alle 395 parti per milione (ppm) secondo le ultime rilevazioni. Nel 2013, per un breve periodo, la concentrazione ha addirittura sfondato quota 400 ppm. Un aumento di circa il 40 per cento rispetto ai livelli dell’epoca pre-industriale e il valore più alto mai registrato negli ultimi 800mila anni. Lima è il luogo, il momento in cui chi vuol fare sul serio, deve dimostrarlo. Non esistono più scuse.

 

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