Cooperazione internazionale

Migranti, il Mediterraneo è la rotta più trafficata. E la più letale

Il Mediterraneo è la rotta marittima più attraversata dai migranti per costruirsi una nuova vita. Purtroppo, è anche la più letale.

Il numero di migranti che nel 2014 hanno cercato di abbandonare il paese di origine via mare alla ricerca di opportunità economiche migliori è stato tra i più alti di sempre. Secondo l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Unhcr) sarebbero state almeno 348mila le persone che hanno tentato di attraversare rotte marittime in tutto il mondo da gennaio.

 

unhcr-1© Stringer/Getty Images

L’Europa. Il nostro è stato il continente che ha fatto registrare il numero maggiore di arrivi via mare, soprattutto in Italia e a Malta, per la sua vicinanza con paesi dove sono in corso conflitti importanti, dalla Libia all’Ucraina, dalla Siria all’Iraq. Le persone che hanno attraversato il mar Mediterraneo quest’anno sono state 207mila, quasi tre volte il record del 2011, anno della Primavera araba, quando gli attraversamenti erano stati 70mila. In aumento anche le persone che hanno perso la vita nel Mediterraneo (3.419 morti su un totale di 4.272), diventato l’area geografica più letale al mondo.

 

unhcr-2© Stringer/Getty Images

Il resto del mondo. Le altre rotte marittime usate dai migranti per raggiungere luoghi più sicuri sono tre. La regione del corno d’Africa (Etiopia e Somalia) ha visto la partenza di 82.680 persone attraverso il golfo di Aden e il mar Rosso nel tentativo di raggiungere lo Yemen, l’Arabia Saudita e i paesi del golfo Persico. Nel Sudest asiatico sono state 54mila le persone che hanno cercato di lasciare il Bangladesh e la Birmania (Myanmar) per raggiungere la Tailandia, la Malesia o l’Indonesia. Infine nei Caraibi 4.475 hanno scelto la via del mare per cercare asilo in paesi del continente americano.

 

unhcr-3© Marco Di Lauro/Getty Images

Le parole di Guterres. L’alto commissario Antonio Guterres ha definito un “errore” il tentativo di alcuni governi di tenere lontani gli stranieri invece di garantire loro il diritto di asilo: “Questo è un errore, è la reazione sbagliata in un’epoca in cui il numero di persone in fuga dalle guerre ha raggiunto livelli record. La sicurezza e la gestione dell’immigrazione sono preoccupazioni per ogni paese, ma le politiche devono essere progettate in modo che le vite umane non finiscano col diventare danni collaterali”.

 

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La ricerca del dialogo. Mercoledì 10 e giovedì 11 dicembre si tiene a Ginevra, in Svizzera, il settimo Dialogo dell’alto commissario per il 2014, un forum annuale di discussione politica informale. Il tema di quest’anno è la protezione in mare. Al dialogo partecipano stati, organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali insieme a esperti e ricercatori da ogni parte del mondo.

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