Milano città d’acqua

La mostra Milano città d’acqua racconta il tempo in cui canali e Navigli erano scoperti. Un tema attualissimo, un desiderio di molti. Foto bellissime.

Per i giovani milanesi è l’occasione per scoprire com’era la città attraversata da Navigli e canali, per gli anziani forse un momento di nostalgia ma, certamente Milano città d’acqua è una mostra bellissima, completa, con un impianto storico documentale davvero importante. È a Milano, Palazzo Morando (via Sant’Andrea 6), fino a metà febbraio.

Milano città d’acqua: ieri e oggi

Attualissima, mai come in questi giorni, la mostra testimonia attraverso 150 immagini d’epoca, provenienti da archivi pubblici e privati e con prezioso materiale cartografico, la ricchissima presenza d’acqua in città fin dalla sua fondazione; acqua che è l’elemento cardine attorno al quale si è costruita la fisionomia dell’urbe, la sua prosperità e la sua fortuna storica.

La trasformazione di Milano cominciò alla fine degli anni 20: i Navigli vennero piano piano coperti e strade, quartieri e atmosfere mutarono irreparabilmente. Da città d’acqua Milano diviene apparentemente solo sfiorata dall’acqua e forse perde fascino e magia. Difficile dire cosa abbia guadagnato ma è facile capire e vedere quale fosse il suo aspetto a quei tempi.

Luoghi conosciuti e famigliari appaiono come un altro mondo: ponti che ora non esistono più, barconi che svaniscono e piazze, strade ne prendono il posto. L’acqua è stata un elemento fondamentale per Milano, l’ha fatta crescere e prosperare, protetta e ha permesso di sviluppare commerci e di tenerla in contatto con paesi e culture lontane. L’ha resa ciò che è oggi.

 

Le due facce di Milano

Tra le sale della mostra, a tratti, sembra sia raccontata la storia di un’altra città. Milano ha due facce, ha due volti, un prima e un dopo. Conoscerne solo una parte è un peccato, sapere cosa non c’è più, ma è alla base della metropoli di oggi, è importante. Un viaggio storico ma anche curioso: per esempio, forse nemmeno i più informati sanno della presenza di “fonti miracolose” o conoscono il mistero dei battisteri e delle fontane ottagonali o che l’Idroscalo venne costruito per ospitare l’atterraggio degli idrovolanti, e ancora, che la Darsena per alcuni decenni è stato l’ottavo porto italiano per traffico di merci.

Forse non tornerà a essere quella che era, ma l’occasione di vedere come fosse è imperdibile.

La mostra è aperta tutti i giorni tranne il lunedì, dalle 10 alle 19. Giovedì sino alle 22:30. Il biglietto costa 10 €.

 

 

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