Musulmani, cristiani, ebrei: le fotografie del mondo che abbraccia Parigi

Ovunque nel mondo si sono moltiplicate le iniziative in ricordo delle vittime di Parigi. I musulmani francesi si scagliano contro il terrorismo.

Il mondo intero si è raccolto attorno alla città di Parigi, nei due giorni successivi agli attentati – rivendicati dagli integralisti dello Stato Islamico – che hanno provocato non meno di 129 vittime e 352 feriti. Decine di monumenti sono stati colorati di blu, bianco e rosso, i colori della bandiera francese: dalla torre del World Trade Center di New York, all’Opera di Sidney, dalla Porta di Brandeburgo a Berlino al Trafalgar Square a Londra, fino a Rio de Janeiro in Brasile e al Muro del pianto in Israele. Innumerevoli le iniziative di solidarietà e le manifestazioni popolari, nelle quali hanno risuonato le parole “Vive la France” ma anche richieste di pace, solidarietà, fratellanza.

 

 

I musulmani francesi si mobilitano

Significativa, in particolare, la mobilitazione del popolo musulmano francese. Sabato 14 novembre, all’indomani della strage, una delegazione di imam si è raccolta davanti all’ingresso del Bataclan, il teatro dove decine di giovani sono stati uccisi. Il Consiglio francese del Culto islamico ha reagito immediatamente, parlando di “attacchi odiosi e vigliacchi’. L’Unione delle moschee di Francia ha puntato il dito contro “un terrorismo internazionale che uccide senza distinzioni di credo”.

 

In un’intervista rilasciata al giornale Sud-Ouest, l’imam di Bordeaux, Tareq Oubrou, ha lanciato un appello ad “uccidere il mostro terrorista”, ricordando che la migliore risposta al dramma “è di restare fedeli ai nostri valori democratici”. Gli imam della regione del Creusot, inoltre, hanno sottolineato che “questi attacchi sono contrari ai veri valori dell’Islam”, ricordando che le sure del Corano vietano di uccidere degli innocenti. Ancora, l’imam del Centro culturale musulmano di Brest ha parlato di “atti barbari e abominevoli commessi da uomini senza cuore”.

 

La Porta di Brandeburgo, a Berlino, illuminata con i colori del tricolore francese ©Carsten Koall/Getty Images
La Porta di Brandeburgo, a Berlino, illuminata con i colori del tricolore francese ©Carsten Koall/Getty Images

 

A mezzogiorno, la Francia si è fermata per un minuto

Domenica presso la cattedrale di Notre Dame di Parigi, migliaia di persone si sono riunite per una funzione religiosa. La piazza era gremita, nonostante la paura e i numerosi allarmi, fortunatamente senza conseguenze, che sono stati lanciati in ogni angolo della città. Sabato, il presidente francese François Hollande ha proclamato tre giorni di lutto nazionale. Inoltre, un minuto di silenzio è stato osservato in tutto il territorio francese, a mezzogiorno di lunedì, e tutte le bandiere sono state abbassate in omaggio alle vittime parigine.

 

Le associazioni chiedono unità

Anche numerose associazioni e Ong hanno manifestato il proprio dolore. Attac France ha spiegato che “le persone assassinate venerdì sera non facevano altro che esercitare il loro diritto al divertimento, alla civiltà, all’arte, ad una vita libera. Tutte cose che i terroristi vogliono sradicare in nome di una visione fanatica della religione”. L’Ong ha  quindi ricordato le responsabilità dell’Occidente nella destabilizzazione di vaste aree del mondo arabo.

 

L’associazione Coexister (coesistere, in francese), collettivo di giovani credenti e agnostici ha lanciato con successo sui social network gli hashtag #NousSommesUnis (“Noi siamo uniti”) e #VoisinsUnis (“Vicini uniti”). Con l’obiettivo di favorire l’incontro tra i cittadini, di ogni origine e religione.

 

Migliaia di cittadini hanno assistito ad una funzione religiosa a Parigi, in ricordo delle vittime ©Christopher Furlong/Getty Images
Migliaia di cittadini hanno assistito ad una funzione religiosa a Parigi, in ricordo delle vittime ©Christopher Furlong/Getty Images

 

Lo stato d’emergenza prorogato per tre mesi

Nel frattempo, le istituzioni proseguono il loro lavoro. Lo stato d’emergenza proclamato dal governo transalpino nelle ore successive agli attentati sarà prorogato probabilmente per tre mesi almeno. La decisione verrà assunta in una riunione congiunta dell’Assemblea nazionale e del Senato, a Versailles. Il primo ministro Manuel Valls ha parlato di “misure eccezionali che concedano alle forze dell’ordine i mezzi per portare avanti le indagini”. La polizia avrà dunque modo di effettuare perquisizioni, controlli e verifiche, alle frontiere così come all’interno del paese.

 

Non si tratta, tuttavia, “di una misura generale con la quale si vieta alle persone di uscire di casa, quanto piuttosto di un mezzo che consentirà di assumere via via ulteriori decisioni”, ha spiegato al quotidiano Liberation Jean-Philippe Derosier, docente di diritto pubblico all’università di Rouen. In concreto, in ogni dipartimento (provincia) francese, i prefetti potranno impedire manifestazioni, chiudere se necessario luoghi pubblici e – in casi eccezionali – imporre un coprifuoco.

 

 

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