Nasce in India la prima città vegetariana del mondo

La città indiana di Palitana, in seguito allo sciopero dei monaci, ha bandito la macellazione di animali e la vendita di carne e uova.

Niente più carne, né pesce, né uova, d’ora in avanti a Palitana, antica città dell’India, si seguirà una dieta rigorosamente vegetariana. La decisione è stata presa dal governo locale in seguito al prolungato sciopero della fame portato avanti da duecento monaci giainisti che chiedevano di vietare la macellazione di ‪‎animali e la vendita di ‪‎carne e ‪‎uova all’interno della città.

 

Palitana

 

Il giainismo è una delle più antiche religioni del mondo, da oltre duemilacinquecento anni questa dottrina rappresenta un caposaldo della spiritualità e della nonviolenza. Il comandamento principale recita “la compassione è il dovere supremo di ogni essere vivente”, non è un caso che il giainismo preveda il vegetarianismo e sia in linea con i movimenti animalisti e ambientalisti. In India sono circa cinque milioni i fedeli della dottrina ‪‎giainista e Palitana è la meta principale di pellegrinaggio.

 

Grazie alla vocazione sacra di Palitana, detta anche “città dei templi”, i monaci sono riusciti a vincere la loro battaglia. “La carne è sempre stata facilmente reperibile in questa città, ma è contro l’insegnamento della nostra religione – afferma Sadhar Sagar, un credente giainista – è da molto che chiediamo un divieto assoluto di consumare cibo non vegetariano in questo luogo sacro”. La vittoria dei vegetariani ha però contrariato una minoranza della popolazione che traeva il proprio sostentamento dalla pesca e che si è appellata all’Alta corte dello Stato per dichiarare illegittima la decisione.

 

La questione è passata dunque all’Alta corte che non si è ancora espressa sulla legittimità del provvedimento. Syed Jehangir Miyan, studioso di religione musulmana, si dichiara contrario al divieto di consumare carne nella città. “Non tutte le persone che vivono qua sono vegetariane, impedire loro di consumare carne è una violazione dei loro diritti”.

 

pellegrini jain

 

Non sappiamo come si concluderà questa vicenda e se il provvedimento verrà confermato o meno, quel che è certo è che si tratta di un’iniziativa interessante che va però perfezionata per non danneggiare coloro che hanno come fonte di sussistenza l’utilizzo di animali, ricordando sempre, come insegna il giainismo, che “tutti gli esseri viventi vogliono vivere e non morire, per questo le persone completamente prive di attaccamenti proibiscono l’uccisione degli esseri viventi”.

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