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Dall’indipendenza l’Hindi è stata elevata a lingua ufficiale, ma viene parlata prettamente a nord del sub-continente e subisce ancora molte influenze dialettali
Dall’indipendenza l’Hindi è stata elevata a lingua
ufficiale, ma viene parlata prettamente a nord del sub-continente e
subisce ancora molte influenze dialettali, riconosciuta nel 1857
come lingua franca era considerata una lingua di second’ordine.
Il suo passaggio da un uso sostanzialmente parlato al più
ampio e articolato impiego scritto rispondeva a un’esigenza
pratica: i funzionari dell’East Indian Company, a contatto con i
nativi necessitavano uno strumento che permettesse il commercio tra
gente di varie etnie.
La “giovane Hindi” non aveva nessuna pretesa di valore artistico,
unico fine la divulgazione di una lingua di insostituibile
utilità nei rapporti con le popolazioni locali, ma quest’uso
utilitaristico non soddisfaceva le esigenze della gente colta.
Presto molte opere popolari, in tutto il paese, vennero ricomposte
nel nuovo idioma e non furono da meno i missionari cristiani che,
infaticabili propagatori della loro fede, si fecero aiutare dai
pandit (maestri) a tradurre la Bibbia e altri testi di carattere
morale-pedagogico.
Con i primi del ‘900 la Khari Boli (lingua Hindi originaria)
assunse un aspetto definito venne ripulita, smussata, forgiata,
poté emergere ricca di possibilità di impiego a tutti
i livelli di sapere, pronta a fornire ottima prova di sé
davanti a tutta l’India e anche davanti a tutto il Mondo con la sua
intrinseca completezza
L’alfabeto dell’Hindi è il Devanagari o meglio
Nagari=cittadino, si compie di 14 vocali e 34 consonanti, ogni
suono corrisponde a una lettera; malgrado la sua struttura
definita, in India il problema della comunicazione è tuttora
aperto, non è difficile però trovare sui muri
ammuffiti delle grandi città o sui cartelli di stato (come
in alto a questo articolo) la scritta: “Ham baccè hindi
bolenghe” (noi bambini parleremo l’Hindi) vicino al disegno di
persone che si tengono per mano, vero spirito della nascita della
lingua comune.
Serena Penagini
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