Contro la fame nel mondo: anatre e piante carnivore

Nei paesi in via di sviluppo, se gli agricoltori impiegassero metodi di coltivazione ecologici i raccolti potrebbero raddoppiare. Lo afferma uno studio condotto da Olivier de Schutter, Special Rapporteur ONU sul diritto al cibo.

Con l’ecoagricoltura raddoppiano i raccolti. In tutto il
mondo. E’ la conclusione a cui giunge lo studio Onu sul “Diritto al
cibo” presentato il 9 marzo 2011: secondo i dati, i progetti
agricoli che applicano metodi rispettosi dell’ambiente in ben 57
paesi del mondo hanno dato raccolti superiori fino all’80%, un’ottima notizia per contrastare la fame nel mondo.

In molti campi di cereali in Africa il raccolto è
raddoppiato in 10 anni, con l’impiego di metodi naturali di
concimazione al posto di fertilizzanti chimici e pesticidi. Ma
vengono citati anche esempi più folcloristici: l’uso di
piante carnivore (mangia-insetti) in Kenya per combattere i
parassiti, anatre al posto degli erbicidi per brucare le erbacce
nelle risaie in Pakistan, e campi di patate in Israele irrigati con
acqua riciclata.

Secondo l’Onu, con metodi come questi si potrebbe sfamare la
popolazione mondiale, che dai 7 miliardi di oggi sarà di 9
miliardi nel 2050.

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