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Nell’Artico russo sono stati denunciati numerosi casi di orsi costretti ad atti di cannibalismo per sopravvivere alla mancanza di cibo.
Costretti ad atti di cannibalismo pur di sopravvivere. La sorte degli orsi polari nell’Artico russo non avrebbe potuto essere più drammatica. Il fenomeno è stato reso noto da Ilia Mordvintsev, dell’Istituto nazionale di ecologia e Severtsov di Mosca, e citato dall’agenzia Interfax. Secondo il ricercatore, si tratta di qualcosa che “raramente era stato osservato in passato, mentre invece sta diventando ora qualcosa di frequente, il che ci preoccupa”.
Increase in polar bear cannibalism cases linked to shrinking Arctic ice: expert https://t.co/lT7JT0mUCu
— National Post (@nationalpost) February 27, 2020
Lo scienziato non ha fornito cifre, ma ha spiegato che a spingere gli orsi polari al cannibalismo è la mancanza di cibo. L’habitat naturale nel quale essi vivono è infatti sottoposto ad una fortissima pressione causata dai cambiamenti climatici. Alla quale si aggiungono le attività umane nella regione artica, diventata per molte nazioni strategica, sia dal punto di vista estrattivo ed economico, che militare. Soprattutto per la Russia.
Mordvintsev ha citato in particolare l’impatto delle attività estrattive, alla ricerca di gas, nella penisola di Jamal. Un business da miliardi di euro, che ha provocato un sensibile aumento del traffico marittimo tra il mare di Barents e il golfo del fiume Ob’. Riducendo così drasticamente il territorio utile per la caccia degli orsi polari.
“Ora il ghiaccio del golfo, che ha sempre rappresentato una zona battuta dagli animali, è spezzettato tutto l’anno”, afferma il ricercatore. Così, segnalazioni di casi di cannibalismo cominciano ad arrivare perfino dagli addetti delle imprese petrolifere e del gas, e da personale del ministero della Difesa di Mosca.
Cannibalism on the rise among polar bears as melting ice and human activity erode their habitat, say Russian scientistshttps://t.co/Yd8boeRhme pic.twitter.com/5NcW9Mffu9
— AFP news agency (@AFP) February 27, 2020
La stampa internazionale ha citato anche un altro esperto russo, Vladimir Sokolov, secondo il quale la quantità di ghiacci artici alla fine delle estati è scesa del 40 per cento negli ultimi 25 anni. Per questo, presto gli orsi polari non potranno più cacciare sulla calotta ma saranno costretti a farlo sulle coste o negli arcipelaghi. Oppure, saranno costretti a spingersi nelle prime zone abitate nel nord della nazione euro-asiatica.
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