Dobbiamo dire addio all’orso polare?

Simbolo dello scioglimento dei ghiacci, oggi il loro numero è drasticamente in diminuzione a causa delle temperature “bollenti” che si registrano nell’Artico. E in rete circola uno spot ideato dai bambini.

Si tratta di salvare e conservare la sua casa, il suo habitat, che anno dopo anno letteralmente si scioglie. Per questo il Wwf ha avviato sul web una campagna per la salvaguardia dell’orso bianco. Iniziativa che servirà sia per continuare la ricerca sul campo, sia per la sensibilizzazione sulla conservazione del mammifero artico. Con i fondi raccolti l’Ong aiuterà i paesi artici a sviluppare strategie per la difesa e la conservazione dei mammiferi. Si potranno continuare gli studi sugli spostamenti degli orsi, sul loro stato di salute, le loro tane e i loro luoghi di caccia e di riproduzione per poter intervenire in modo più diretto e concreto.

Neve al sole

Dal 2007 al 2013 si sono registrate le estati più calde da quando i satellliti registrano la copertura dei ghiacci estivi.  Nel 2012 si è toccato il record storico creando problemi di sopravvivenza a gran parte delle popolazioni di orso polare. Come riporta il Wwf: “Nella baia di Hudson si è scoperto che per ogni settimana di anticipo sulla fusione dei ghiacci, gli orsi perdono in media 10 chili di peso e le condizioni di salute sono visibilmente più precarie”.

Mamma orsa con il suo cucciolo
Mamma orsa e il suo cucciolo emergono dal riparo invernale in vista della primavera artica (Photo by Steven Kazlowski / Barcroft Media / Getty Images)

Campione di stile

Ad oggi sopravvivono poco più di 20.000 esemplari, in grado di spostarsi per cercare cibo per più di 20 chilometri. Per niente goffo, è un abilissimo nuotatore e passa la metà del suo tempo alla ricerca di cibo. Esistono ben 19 diverse sub-popolazioni di orso polare, condivise fra i territori del Canada, Russia, Groenlandia, Norvegia, Danimarca, Stati Uniti : 8 di queste sub-popolazioni sono a forte rischio per effetto del cambiamento climatico sull’habitat artico e per questo nel 2008 la specie è di nuovo comparsa nelle Liste Rosse internazionali.

Tutta colpa di…

La principale minaccia è senz’altro il cambiamento climatico. L’aumento globale delle temperature fa sì che il ghiaccio marino si fondi con anticipo nel periodo primaverile e più in ritardo nel periodo autunnale. L’orso sopravvive solo in presenza di grandi piattaforme ghiacciate: solo così può cacciare le sue prede e trovare rifugi sicuri per i cuccioli.

Simbolo dei cambiamenti climatici

“L’orso polare è il simbolo per eccellenza del cambiamento climatico in atto” dichiara Mariagrazia Midulla, responsabile Energia e Clima del Wwf Italia. “Cambiamento che ormai costituisce una grave minaccia per tutti, non solo per gli orsi e i loro habitat e che secondo il 97 per cento dei climatologi in larga parte è causato dall’azione umana. Gli effetti ricadono anche su di noi e il sottile filo che ci lega ormai è drammaticamente visibile”.

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