Il super-tifone Sinlaku è considerato dagli esperti un evento rarissimo per questo periodo dell’anno. In questo momento lambisce le Marianne.
È un evento straordinario in termini di intensità quello che si è generato al di sopra delle acque estremamente calde dell’oceano Pacifico occidentale. Il tifone Sinlaku, classificato in categoria 5 sulla scala di Saffir-Simpson, sta provocando venti vicini ai 280 chilometri orari e una pressione minima di 905 hPa. Un fenomeno di questa potenza è particolarmente raro ad aprile, periodo normalmente poco propizio per lo sviluppo di cicloni così intensi nella regione. Di solito infatti questi eventi si concentrano tra giugno e novembre: soltanto dieci tifoni di tale violenza sono stati registrati tra gennaio e aprile a partire dagli anni Cinquanta, come spiegato da Yale Climate connections.
Allarme per il tifone Sinlaku dalle Marianne a Guam
Il super-tifone Sinlaku si è formato all’inizio del mese e si è intensificato in modo rapidissimo puntando verso le Isole Marianne Settentrionali, territorio degli Stati Uniti situato a est delle Filippine. Di conseguenza, sono stati diramati messaggi di allerta in tutta la regione. Nella serata di martedì, gli abitanti dell’arcipelago americano ancora erano intenti a prepararsi all’impatto.
Anche alla base militare statunitense di Guam, situata più a sud, i servizi meteorologici hanno avvisato dell’arrivo di “piogge torrenziali” e della possibilità di “inondazioni improvvise”. Tanto più che, secondo le previsioni del Joint typhoon warning center (Jtwc), è provabile che nelle prossime ore il tifone possa acquisire ancor più forza.
Per questo la Casa Bianca ha dichiarato lo stato d’emergenza sia a Guam che alle Marianne, mentre l’Agenzia federale per la gestione delle crisi ha inviato sul posto un centinaio di agenti. Il tifone Sinlaku, d’altra parte, spaventa: in sole 72 ore è passato da una semplice depressione a un super-tifone. Il secondo più intenso mai registrato in un mese di aprile, dopo il caso di Hester che si formò nel gennaio del 1953.
Raggiunta “l’intensità massima potenziale” per un tifone
“Dei super-tifoni come questo si verificano ogni anno nella regione, ma affinché si generino in questo periodo dell’anno occorre una congiunzione di condizioni meteorologiche rara”, ha sottolineato all’emittente francese France 24 Ralf Toumi, specialista dell’Imperial College di Londra. In particolare, occorrono temperature calde e stabili e venti sostenuti al di sopra della superficie del mare.
Ma soprattutto, Sinlaku ha raggiunto quella che Yale Climate connections definisce “l’intensità massima potenziale, ovvero il tetto teorico che un tifone può raggiungere tenuto conto delle condizioni oceaniche e atmosferiche”. Il che lo rende un evento “rarissimo”.
Gli interrogativi sul possibile ritorno di El Niño
Fortunatamente, gli abitanti di Guam e delle Marianne dovrebbero evitare il peggio, poiché non saranno investiti in pieno della traiettoria del tifone. Tuttavia, dal punto di vista meteorologico sorge un interrogativo: episodi come questo potrebbero rappresentare il segnale di un prossimo ritorno di El Niño, fenomeno naturale che consiste nel riscaldamento della temperatura superficiale dell’oceano Pacifico centro meridionale e orientale. E che non farebbe che rendere ancor più frequenti e violenti i cicloni che si generano nella regione.
Secondo l’agenzia statunitense Noaa la probabilità di un ritorno in estate è del 62 per cento: quota che cresce all’80 per cento per l’autunno. E sebbene non sia possibile, da un punto di vista scientifico, collegare già ora il tifone Sinlaku a El Niño, il timore che la situazione possa degenerare nei prossimi mesi è concreto.
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