L’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha pubblicato il suo atteso parere scientifico sul benessere di visoni, volpi, cani procione e cincillà allevati per la produzione di pellicce.
Una piccola oasi cittadina in cui rifugiarsi e nutrirsi. Questo può diventare per gli uccelli d’inverno il nostro giardino o il terrazzo, e più in piccolo anche il nostro balcone. Così garantiamo il benessere di questi piccolini, la continuità della specie e, non ultimo, possiamo godere noi stessi di un impagabile spettacolo naturale educativo, vario
Una piccola oasi cittadina in cui rifugiarsi e nutrirsi. Questo può diventare per gli uccelli d’inverno il nostro giardino o il terrazzo, e più in piccolo anche il nostro balcone. Così garantiamo il benessere di questi piccolini, la continuità della specie e, non ultimo, possiamo godere noi stessi di un impagabile spettacolo naturale educativo, vario e ricco di sorprese. Mettendo cibo nelle aree verdi o sul terrazzo oltre ai passeri potranno arrivare merli, pettirossi, cince, fringuelli, i chiassosi e voracissimi storni e, a seconda di dove si vive, perfino i timidissimi codibugnoli e le riservate capinere.
L’ideale è collocare il cibo sospeso, non per terra. In questo modo il cibo sarà al riparo dai roditori o altri approfittatori, e gli uccellini saranno al riparo dai gatti. Pensate che le cinciallegre, a differenza di merli, passeri e pettirossi, non mangiano per terra ma prendono il cibo, lo incastrano tra i rami delle siepi e lì lo mangiano. Proprio per sentirsi al riparo.
Ci sono molti modi per sfamare gli uccelli selvatici d’inverno. Il pane secco non è granché indicato, non è nutriente, può dar loro un senso di sazietà fittizio o fargli mancare l’acqua. Invece, gli uccellini gradiscono moltissimo i semi. I semi di girasole sono senz’altro i più nutrienti e si trovano senza difficoltà nel reparto animali del supermercato: una busta da mezzo chilo costa poco più di un euro. Altri tipi di mix di semi si possono trovare a poco prezzo al supermercato o nei garden center che, oltre a una varietà di semi specifici per i poveri uccelli in gabbia, propongono anche qualcosa per gli uccelli liberi. Sono sacchettini di cibo, di grasso o di semi, già pronti e predisposti per essere appesi in giardino. Li si agganciano ai rami alti degli arbusti, magari proprio di fronte alle finestre della cucina, così dall’interno potrete osservare cosa succede.
Ecco come farli in casa: ripropongo qui una scheda elaborata con Alessandra Corbella per Diamoci la zampa e Gaia animali & ambiente.
Ingredienti:
Ingredienti facoltativi:
Preparazione:
Si mettono in una terrina tutti gli ingredienti con l’esclusione della margarina. Si mischia tutto in modo da creare un prodotto il più possibile omogeneo. A parte si mette in una pentola la margarina e la si scalda a fuoco medio fino alla sua completa fusione. Si versa la margarina fusa sopra nella terrina sopra il miscuglio. Si mischia il tutto con un cucchiaione o con le mani sino ad ottenere un impasto il più possibile omogeneo. Con le mani si formano delle tortine a forma di palla (evitare di comprimerle troppo) che si mettono a raffreddare a parte.
Somministrazione:
Le tortine vanno somministrate agli uccelli in luoghi non accessibili a cani e gatti perché appetitose anche per loro. Possibilmente vanno messe su davanzali, sopra i tetti, tra i rami degli alberi. Non appena qualche pettirosso o cinciarella si accorgerà della leccornia non mancheranno le successive scorribande di passeri, storni e merli. Nelle giornate invernali di neve o gelo fornire questo o altri alimenti per uccelli riduce o elimina la mortalità dei piccoli passeriformi che nell’arco di un inverno raggiunge anche il 70 per cento di una sola popolazione.
Uccelli che si nutrono di questo alimento:
Merlo, storno, cinciallegra, cinciarella, cincia mora, pettirosso, passero d’Italia, passera mattugia, fringuello, verdone, ballerina bianca, tortora dal collare orientale, picchio rosso maggiore, picchio verde, codirosso spazzacamino, gazza, ghiandaia.
In inverno il giardino riposa, ma può apparire sempre vitale e coinvolgente se lo rendiamo accogliente per i piccoli uccelli che quotidianamente possono frequentarlo e animarlo.
Siepi, aiuole di fiori, un cespuglio o magari un albero, ogni elemento del giardino può infatti fornire cibo sotto forma di bacche, semi e frutti, può attirare insetti e invertebrati di cui gli uccelli si nutrono, può dare riparo e luoghi per nidificare.
Molte piante attirano gli uccelli nei nostri giardini, siepi di Pyracantha, Solanum capsicastrum (che produce bacche molto decorative, nocive per l’uomo ma golosissime per gli uccelli che, dopo averle mangiate, provvedono pure a disperdere ovunque i minuscoli semi), Nandina domestica (molto gradita dalle capinere), Viburnum tinus, l’Amelanchier che produce innumerevoli bacche, l’edera che anch’essa produce bacche e in precedenza già i microscopici fiori sono meta di insetti pollinatori, che attirano a loro volta gli uccelli; e ancora l’agrifoglio e tutti gli alberi da frutto. In realtà non occorre nemmeno cercare specie particolari, perché anche le piante spontanee, quelle che comunemente vengono definite ‘erbacce’, producono semi molto appetibili per gli uccelli.
Le nostre città con la loro “cupola climatica” hanno una temperatura di almeno un paio di gradi superiore rispetto ai boschi e alle campagne e attirano molti uccelli. Creando piccole oasi, possiamo con facilità contribuire a far del bene a piccoli esseri promuovendo la biodiversità urbana, divertendoci a osservare, imparando a conoscere e proteggere.
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