Ecco perché sull’auto elettrica l’autonomia non è più un problema (e nemmeno l’ansia da ricarica)

Fino a 800 chilometri di autonomia e soli 10 minuti per una ricarica: Volvo lancia EX60, l’elettrica pensata per contrastare dubbi e perplessità di chi sta pensando all’elettrico.

Nel febbraio scorso, anticipandovi il debutto della Volvo EX60, vi avevamo descritto la nuova elettrica svedese come un’auto pensata per contrastare l’ansia da ricarica, quel timore (sempre più infondato) di non riuscire a ricaricare le batterie, magari mentre si sta affrontando un lungo viaggio. Bene, dopo il debutto ufficiale torniamo sull’argomento per capire se davvero è così, se la nuova Volvo EX60, forte dei suoi oltre 800 chilometri di autonomia elettrica cittadina, è davvero quell’antidoto all’ansia di cui sopra.

Prima, però, facciamo un punto sul mercato dell’elettrico in Italia. Secondo i dati diffusi a inizio agosto da Unrae, le auto a batteria a luglio si sono fermate al 5,9 per cento di quota di mercato, in miglioramento rispetto al 4,9 di un anno fa, ma in calo netto rispetto al picco del 10,1 per cento toccato a giugno, complice l’esaurimento degli incentivi statali. Numeri ancora lontani da quelli di altri grandi mercati europei, dove peraltro l’Italia resta l’unico paese privo di incentivi diretti all’acquisto di elettriche pure da parte dei privati.

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L’elettrica EX60 © Volvo

Volvo EX60: le versioni, l’autonomia e i tempi di ricarica

In questo contesto arriva la nuova Volvo EX60, il primo passo della casa svedese nel segmento più affollato dell’elettrico, quello dei Suv di taglia media-grande (la lunghezza è di 4 metri e 80), dove la attendono avversarie agguerrite, come la recente Bmw iX3. Parliamo di un Suv a cinque posti costruito su una nuova architettura nativa elettrica (e a breve capiremo quali i principali vantaggi).

La gamma prevede tre motorizzazioni. La P12 Awd, la più potente, con autonomia dichiarata fino a 810 chilometri, la P10 Awd (oggetto del nostro test drive), con 2 motori elettrici (un asincrono ​​all’anteriore e uno sincrono a magneti permanenti al posteriore) per una potenza totale di 510 cavalli (375 kW) e 660 chilometri di autonomia elettrica. Chiude il listino EX60 la P6, l’unica a trazione posteriore con 620 chilometri di autonomia dichiarata.

E a proposito di ansia da ricarica, un dato ve lo diamo subito: collegando l’auto a una colonnina rapida da 400 kW si recuperano fino a 340 chilometri di autonomia in solo 10 minuti, merito della tecnologia a 800 V (più la tensione è elevata e più aumenta l’efficienza energetica del sistema e si riduce lo stress agli elementi della batteria), e della possibilità di accettare fino a 370 kW; per avere un’idea, oggi sono 600 i punti di ricarica fast charger con potenza uguale o superiore a 350 kW attivi sul territorio, di cui 4.300 punti di ricarica con potenza uguale o superiore a 150 kW ma inferiore a 350 kW attivi sul territorio (dati PUN-Piattaforma Unica Nazionale alimentata dagli operatori). Servono invece 9 ore per una ricarica completa dalla rete domestica. Prezzi a partire da 65mila 350 euro.

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L’elettrica EX60 © Volvo

Gli interni? Minimalismo scandinavo e spazio in abbondanza

Come sempre lasciamo a voi le considerazioni sullo stile e il design (in parte comune ad altre due elettriche Volvo, EX30 e EX90). Ci limitiamo a segnalare un primo risultato ottenuto dalla EX60 in tema di efficienza: il coefficiente aerodinamico di 0,26 è una delle caratteristiche che contribuisce all’ottimo risultato in termini di autonomia. All’interno, il passo lungo e il pavimento piatto (sotto il quale è ospitato il pacco batterie) regalano spazio abbondante sia davanti sia dietro, mentre al bagagliaio posteriore (generoso per dimensioni e regolare per forma) si aggiunge un secondo vano anteriore comodo per riporre i cavi di ricarica. La EX60 è il modello con la più elevata percentuale di materiali di riciclo (27 per cento) rispetto a ogni altra Volvo

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La EX60 ha la più elevata percentuale di materiali di riciclo (27%) rispetto a ogni altro modello del marchio © Volvo

Ma la vera novità tecnologica della EX60 è l’integrazione di Gemini, il modello di intelligenza artificiale di Google, il primo caso su una Volvo. Il sistema di fatto permette di gestire numerose funzioni dell’auto attraverso un dialogo naturale, senza dover imparare comandi vocali precisi. Qualche esempio? Si può chiedere a Gemini di recuperare l’indirizzo di una prenotazione alberghiera dalla propria e-mail, di farsi suggerire le tappe del prossimo viaggio o, ancora, di leggere e interpretare (grazie alla telecamera collegata all’Ai) la segnaletica di parcheggio in tempo reale, per capire le restrizioni, i limiti di tempo, gli eventuali permessi richiesti o le regole di tariffazione.

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L’elettrica EX60 © Volvo

Cinture di sicurezza, inventate (da Volvo) nel 1959 oggi diventano “intelligenti”

Volvo ha sempre investito molto sulla sicurezza, a partire dall’invenzione, nel 1959, della prima cintura di sicurezza a tre punti, apparsa per la prima volta sulla Volvo PV544. Molte le pietre miliari che hanno contribuito a salvare milioni di vite nel mondo. L’EX60 oggi rappresenta lo stato dell’arte Volvo in tema di sicurezza, con un sistema che grazie a telecamere interne e radar capaci di stimare altezza e peso del passeggero, riesce a determinare quanta pressione devono esercitare sul corpo le cinture di sicurezza in caso di incidente.

E a proposito di sicurezza, molto positiva la valutazione sui sistemi Adas di assistenza alla guida: non solo funzionano bene, ma sistemi come il monitoraggio della guida e di mantenimento della corsia non intervengono mai in modo invasivo (come invece accade su molte elettriche, specie sulle recenti cinesi) a meno che non ci sia un motivo reale per farlo, così come il cruise control adattivo funziona molto bene.

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L’elettrica EX60 © Volvo

Cosa c’entra la serenità di guida con l’elettrica Volvo EX60?

Sul piano dinamico la Volvo EX60 è un’auto che punta molto sul concetto di serenità di guida, quel mix che in LifeGate abbiamo valutato positivamente molte volte in passato e che è frutto di un mix fra prestazioni, piacere di guida, silenzio, attenzione al comfort, senza rinunciare al coinvolgimento di chi guida (nel senso positivo). Buona parte del merito va anche agli interni accoglienti, “levigati”, dove legno e materiali morbidi al tatto si alternano, alla luminosità fornita dal grande tetto in vetro e più in generale a quel carattere rilassato proprio del Dna Volvo, qualcosa che fa sentire a proprio agio da subito e che si amplifica col passare dei chilometri.

Certo, alcuni aspetti necessitano un po’ di assuefazione, come la scarsità di pulsanti fisici, (con molte funzioni, come climatizzatore, regolazione degli specchietti retrovisori o quella del del piantone dello sterzo affidate unicamente al grande display touchscreen), o la chiave digitale via smartphone il cui impiego richiede l’utilizzo del Bluetooth sul proprio smartphone; intendiamoci, tutte innovazioni positive che richiedono solo un tempo maggiore (che non abbiamo avuto nel nostro test drive) per fruire dei vantaggi.

Infine, su consumi ed efficienza, la Volvo EX60 durante il nostro test drive ha ottenuto risultati molto vicini a quelli dichiarati, con un’autonomia reale di oltre 500 chilometri; comodissimo il sistema Plug&charge che, nelle stazioni di ricarica pubblica che ne sono dotate, permette di collegare e caricare l’auto senza bisogno di app, carte, tag o altri metodi di autenticazione.

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