I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.
Uno studio recente afferma che l’aria che respiriamo oggi sarebbe più pulita di 40 anni fa grazie alle politiche antismog. Ma possiamo davvero esultare?
In Italia, rispetto a 40 anni fa, il cielo è più terso e l’orizzonte si vede meglio. Il merito sarebbe, strano a dirsi, dell’aria più pulita grazie alle politiche antismog: lo afferma una ricerca svolta in tandem da Università Statale di Milano e Consiglio Nazionale delle ricerche (Cnr) e appena pubblicata sulla rivista Atmospheric Environment.
Il gruppo di scienziati ha analizzato per la prima volta dati raccolti tra 1951 e 2017 relativi a una variabile meteorologica mai presa in considerazione in maniera esaustiva, ovvero la visibilità orizzontale in atmosfera. Si tratta di una variabile fortemente condizionata dall’inquinamento atmosferico e che risulta molto importante soprattutto per quanto riguarda il traffico aereo.
Secondo lo studio, soprattutto in un’area critica come la Pianura Padana – la più inquinata d’Europa – i giorni di visibilità sopra i 10 o i 20 km sarebbero più che raddoppiati.
La ricerca evidenzia anche un altro fatto curioso: il ruolo del particolato atmosferico nel raffrescamento al suolo. Proprio le dannosissime polveri sottili e gli altri inquinanti presenti nell’aerosol sarebbero in grado di riflettere la radiazione solare verso lo spazio, provocando appunto un raffreddameto della superficie terrestre.
Il dato è emerso confrontando le temperature tra gli anni ’50 e ’70, che nel nostro paese sarebbero rimaste costanti, con quelle dagli anni ’80 in poi: alle politiche di contenimento dello smog e riduzione degli aerosol sarebbe poi coincisa con un aumento progressivo della temperatura.
Leggi anche
Inquinamento atmosferico. Italia e Pianura Padana le peggiori d’Europa
Rapporto Mal’aria 2019. Inquinamento in Italia “da codice rosso”, in Lombardia si soffoca
L’inquinamento atmosferico uccide 800 persone ogni ora, 7 milioni in un anno
Questo significa che possiamo esultare e smettere di preoccuparci per lo smog, specialmente in inverno? Ovviamente no. Nonostante l’apparente buona notizia, non possiamo dimenticare i dati che annualmente emergono da report come Mal’aria, redatto da Legambiente. Secondo il dossier, città come Brescia, Lodi e Milano sono ai primi posti per superamento dei limiti giornalieri di Pm10 e ozono.
Sempre secono i dati dell’associazione, su 55 capoluoghi di provincia indagati, in 24 i cittadini hanno dovuto respirare aria inquinata per circa 4 mesi. Una situazione estremamente dannosa per la salute delle persone, considerando che delle 400mila morti che avvengono in Europa a causa dello smog, ben 60mila riguardano proprio l’Italia.
I dati della ricerca Statale-Cnr sono sicuramente incoraggianti, ma non dobbiamo smettere di preoccuparci per lo smog.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
I dati diffusi dal Brazilian climate observatory parlano di un calo del 36 per cento della deforestazione tra agosto 2025 e luglio 2026.
Il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi e i rifiuti da imballaggio (Ppwr) interviene sul packaging già nella fase di progettazione.
Innalzamento dei livelli del mare e cementi, così le spiagge sono sotto attacco su tutti i fronti. L’allarme di Legambiente e una proposta parlamentare.
La Corte dei Conti certifica i ritardi del nostro Paese, i geologi ambientali propongono attestati di pericolosità, monitoraggio, educazione nelle scuole.
A Pescasseroli, nel cuore dell’Appennino, si terrà la conferenza dell’Iba sulla conservazione e la coesistenza con gli orsi. LifeGate sarà media partner.
Il sisma del 31 luglio ha lasciato senza casa più di 800 persone e ha messo in luce l’imminente crisi abitativa di un intero territorio.
Una proposta di legge di iniziativa popolare punta a vietare la macellazione degli equidi e a garantire loro maggiori tutele.
Le ondate di calore sono ormai un lungo continuum: la parlamentare Patty L’Abbate chiede nuovi diritti per i cittadini e interventi politici attivi.
Da oltre due mesi migliaia di persone in Albania protestano contro un progetto turistico nella laguna di Narta. Ne parliamo con Besjana Guri.

