Il governo della Spagna continua a distinguersi nell’approccio all’immigrazione, sposando la politica delle porte aperte. E le destre insorgono.
Dal 1961 al 1989 il muro di Berlino ha praticato e simboleggiato la divisione del mondo in due blocchi contrapposti. La storia e i perché fu costruito.
“Nessuno ha intenzione di costruire un muro”. Berlino, 15 giugno 1961. Walter Ulbricht, dirigente di peso della Repubblica Democratica Tedesca (la Deutsche Demokratische Republik, Ddr), rispondeva alla domanda di un cronista della Germania Ovest che gli chiedeva se fosse in programma la creazione di una frontiera alla Porta di Brandeburgo. Una “frontiera”: il giornalista non aveva pronunciato mai la parola “muro”.
Fu così che la Germania dell’Est, probabilmente senza volerlo, annunciò di fatto alla propria popolazione, a quella occidentale e al mondo intero, la decisione di erigere quella “barriera antifascista” che rimarrà in piedi fino al 1989. Rileggendo oggi la storia di sessant’anni fa, a colpire sono soprattutto le motivazioni. A Berlino, nel 1961, si operò per difendere la sovranità, contro la volontà del popolo. Oggi si inneggia ai muri per difendere il sovranismo. Sostenuti, spesso, dal populismo.
Leggi anche: 30 anni dalla caduta del Muro di Berlino: eventi, mostre, libri e film per celebrare un evento storico indimenticabile
Per comprendere cosa accadde a Berlino 58 anni fa, occorre fare un ulteriore passo indietro. All’8 maggio 1945. La Wermacht, l’esercito della Germania nazista, è capitolata. I carri armati russi IS-2 (dalle iniziali di Iosif Stalin) controllano da una settimana la capitale, dopo una battaglia di circa due settimane. Una città fantasma, quasi interamente rasa al suolo. Da sei giorni, la bandiera rossa sovietica sventola sulle rovine del Reichstag, su ordine di Mosca.
https://www.youtube.com/watch?v=djYEMCGNJ3c
Il terzo Reich viene diviso in quattro zone, controllate dai vincitori: Unione Sovietica, Stati Uniti, Francia e Regno Unito. La decisione è stata convenuta dai leader delle quattro potenze nel corso della Conferenza di Jalta. Berlino non fa eccezione. Ma gli accordi tra le nazioni occupanti sono fragili. Il 24 giugno del 1948 si produce la prima crisi tra l’Urss e gli occidentali. Mosca decide di bloccare il traffico terrestre in direzione di Berlino Ovest, sfruttando la propria posizione che impediva di raggiungere altrimenti la zona.
Per undici mesi, americani, britannici e francesi organizzano così una gigantesca staffetta aerea. 300mila voli, per fornire ai berlinesi occidentali ciò di cui hanno bisogno per vivere. Soltanto dopo l’intervento delle Nazioni Unite, il “blocco” sarà parzialmente eliminato, il 12 maggio 1949.
Undici giorni dopo, viene fondata la Repubblica federale tedesca, la Germania Ovest. Nella cui Costituzione si sottolinea la volontà di lavorare per una Germania unita. Berlino è già una città divisa, ma per passare da Est ad Ovest basta prendere un treno. Così, sono circa tre milioni i tedeschi della Ddr che tra il 1947 e il 1961 si trasferiscono nella parte occidentale della metropoli. Si tratta principalmente di giovani ben istruiti. Per il governo comunista la loro perdita è troppo pesante.
It’s been 30 years since the fall of the Berlin Wall https://t.co/zzyTlmmI2T pic.twitter.com/hvNsANFLqq
— Bloomberg (@business) November 8, 2019
Una protesta di operai tedeschi orientali fu repressa violentemente nel 1953. Passano otto anni e l’esecutivo della Ddr decide di passare all’azione. A partire dalla mezzanotte del 13 agosto 1961, numerose divisioni dell’esercito presidiano la linea di demarcazione. La mattina dopo, Berlino si sveglierà divisa in due da un muro. Famiglie e amici sono separati, dalla sera alla mattina. Le immagini della Bernauer Strasse fanno il giro del mondo. Alcuni abitanti si gettano dalle finestre sulle scale tese dai pompieri di Berlino Ovest.
In breve, tentare l’attraversamento diventerà rischiosissimo. A sorvegliare il Muro di Berlino, lungo 155 chilometri, saranno 14mila guardie, 302 torri di controllo, centinaia di cani. Simbolo di una cortina di ferro che per decenni ha diviso il mondo intero in due blocchi: quello comunista e quello occidentale.
Eppure, saranno moltissimi i tentativi di superare la barriera. Si stima siano state 5mila le persone che sono riuscite ad attraversare il muro, dal 1961 al 1989. Molte altre saranno arrestate. E circa 140 verranno uccise, solo a Berlino.
La penultima – l’ultima al posto di frontiera – si chiamava Chris Gueffroy. Cameriere in un bar, voleva scappare per evitare il servizio militare. Fidandosi di voci che davano come sospeso l’ordine di sparare alla frontiera, nella notte tra il 5 e il 6 febbraio 1989 decise di tentare l’impresa assieme all’amico Christian Gaudian, che sarà arrestato. L’ultimo a morire sarà invece Winfried Freudenberg, che cercò di attraversare il Muro di Berlino a bordo di un pallone aerostatico artigianale. Pochi mesi dopo, il 9 novembre, il muro non esisterà più. E con esso un intero pezzo della nostra storia contemporanea.
Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.
![]()
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Il governo della Spagna continua a distinguersi nell’approccio all’immigrazione, sposando la politica delle porte aperte. E le destre insorgono.
Il presidente Donald Trump ha dato sempre più poteri all’Ice. Questo si è tradotto in retate anti-immigrazione molto violente e al di fuori della cornice legale.
Il presidente Donald Trump ha lanciato un grande piano di investimenti per impossessarsi del petrolio del Venezuela. Ma le aziende del settore non sono convinte.
Da fine dicembre in Iran sono esplose profonde proteste. La miccia è stata la crisi economica ma ora i manifestanti chiedono la fine del regime, che ha risposto con la violenza.
Il Belgio è uno dei paesi più esposti ai cambiamenti climatici. Le dune-diga sono una soluzione per fermare l’innalzamento dei mari.
Un nuovo progetto idroelettrico sul fiume Chhujung rischia di stravolgere la vita degli indigeni Bhote-Lhomi Singsa del Nepal. Che si stanno battendo per fermarlo.
I querelanti vivono nell’isola di Pari, flagellata dalle inondazioni dovute all’innalzamento del livello dei mari. La Holcim è stata denunciata per le sue emissioni di CO2.
Il progetto era fortemente contestato da associazioni ambientaliste e comitati cittadini. Alla fine il Guggenheim di Bilbao ha fatto un passo indietro.
I trattori hanno invaso la capitale europea per protestare contro l’accordo commerciale tra l’Ue e il Mercosur. La ratifica è stata rinviata a gennaio.
