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Il 65 per cento della pesca dei tonnetti striati alle Maldive si fa con canna e lenza per proteggere il mare e garantire un futuro alle prossime generazioni.
Alle Maldive, la cattura del tonnetto striato ancora oggi si fa un pesce alla volta, con canna e lenza, così come avviene da secoli. In netto contrasto con pratiche industriali intensive e ditruttive come la pesca a strascico e la pesca con reti a circuizione, la pesca maldiviana del tonno rimane sostenibile garantendo la prosperità delle popolazioni di pesci, la sussistenza delle comunità locali e un’attività per le prossime generazioni di pescatori.
Lo racconta un reportage pubblicato sul Guardian. Il tonno è tra le esportazioni più importanti delle Maldive: il pesce viene venduto principalmente all’estero come tonno in scatola, con oltre 50 mila tonnellate esportate ogni anno in Europa e Nord America. Certificata sostenibile dal Marine Stewardship Council, la tecnica di pesca a canna e lenza delle Maldive, che riguarda il 65 per cento della pesca del tonno striato, è considerata uno dei metodi più responsabili al mondo per catturare il tonno.
Le catture accessorie, infatti, sono mediamente pari allo 0,65 per cento. Di queste, il 95 per cento viene venduto ai resort, mentre il resto viene rilasciato vivo. Al contrario, la pesca del tonno con palangari registra in media il 28 per cento di catture accessorie, che spesso includono squali e tartarughe marine in via di estinzione.
“Promuovendo tecniche di pesca a basso impatto e mirate, come la canna e la lenza a mano, le Maldive contribuiscono a proteggere i propri ecosistemi marini, a rafforzarne la resilienza ai cambiamenti climatici e a sostenere i mezzi di sussistenza a lungo termine delle comunità costiere”, ha spiegato al Guardian Martin Purves, amministratore delegato dell’International Pole and Line Foundation.
Il reddito dei pescatori maldiviani è determinato dai ritmi dell’oceano, sempre più imprevedibili a causa dei cambiamenti climatici. Poiché le popolazioni di tonni si spostano nell’oceano, anche la pesca eccessiva industriale praticata in modo non sostenibile influisce sulla pesca tradizionale delle Maldive.
Negli ultimi tempi, la riduzione dei pesci ha costretto i pescatori ad avventurarsi più lontano per pescare i tonnetti striati. Si muovono con piccole imbarcazioni chiamate dhoni che in genere rientrano il giorno stesso a differenza dei pescherecci industriali che restano in mare per settimane.
Quanto pescano in un giorno? Il Guardian riporta i numeri di una battuta di pesca: nella prima tornata giornaliera, dieci pescatori, in soli 75 minuti, hanno pescato circa 2,5 tonnellate di pesce. Nella seconda tornata, sono riusciti a totalizzare 4,5 tonnellate di tonno pescato entro le 14:30.
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