Investimenti sostenibili

Arriva il piano d’azione europeo per rivoluzionare le logiche della finanza

Un “bollino” per i prodotti finanziari verdi, nuovi obblighi per banche e assicurazioni: con il suo piano d’azione l’Europa indica la strada per la finanza sostenibile.

I mesi si susseguono e si assottiglia sempre più il tempo che l’Europa ha a disposizione per raggiungere i traguardi sociali e ambientali per cui si è impegnata. Traguardi che richiedono volumi di investimenti letteralmente enormi. Solo per ridurre del 40 per cento le emissioni di gas serra entro il 2030, come previsto dall’Accordo di Parigi, servono 180 miliardi di euro l’anno. Impossibile fare affidamento soltanto sulla spesa pubblica: i capitali privati devono entrare in gioco sempre di più, perché sono in grado di fare la differenza. Non stupisce, dunque, scoprire che l’Europa è assetata di finanza sostenibile. E con il lancio del suo primo piano d’azione detta le linee guida per cambiare alla radice le logiche della finanza, mettendola al servizio di uno sviluppo realmente giusto, per tutti.

L’Europa studia gli investimenti responsabili

Prima sono arrivate le proposte dell’High-Level Expert Group, il gruppo di alto livello istituito dalla Commissione, composto da venti esperti provenienti dal mondo finanziario ma anche dalle università, dalla società civile e dalle istituzioni. La sua prima relazione intermedia è stata pubblicata a luglio 2017, seguita dal report finale a gennaio 2018. Da qui la Commissione ha preso le mosse per stilare il suo piano d’azione, pubblicato ufficialmente l’8 marzo 2018. Il prossimo appuntamento è per il 22 marzo, quando questa roadmap verrà discussa durante una conferenza ufficiale.

“Le nostre proposte consentiranno agli investitori e ai singoli cittadini di effettuare una scelta chiara, di modo che il loro denaro sia utilizzato in maniera più responsabile e a beneficio della sostenibilità”: questo l’auspicio di Frans Timmermans, Primo vicepresidente della Commissione europea.

Commissione europea
Commissione europea © Andrew Gustar / Flickr

Cosa prevede il piano d’azione europeo

Ma cosa ha deciso, nello specifico, la Commissione europea? Innanzitutto di fare chiarezza: l’Europa vuole creare una vera e propria tassonomia, cioè un sistema di classificazione unico che permetta di dire cosa è sostenibile e cosa non lo è, identificando gli ambiti di intervento in cui gli investimenti sostenibili possono realmente dare la differenza. L’idea è quella di arrivare a un “bollino Ue” per i prodotti finanziari verdi.

Poi ci sono tutte quelle misure che vogliono stimolare gli operatori a fare di più. A partire da gestori di attività e investitori istituzionali, che negli auspici dell’Unione dovranno tener conto dei fattori di sostenibilità nei loro processi di investimento, mentre assicurazioni e fondi dovranno prenderli in considerazione quando danno consigli ai propri clienti. L’Europa ha pensato anche alle banche, promettendo di studiare una possibile soluzione per ricalibrare i loro requisiti patrimoniali (cioè le coperture che devono avere per tutelarsi di fronte a eventuali rischi) integrando la sostenibilità, ovviamente senza compromettere la loro stabilità. Infine, entrano in gioco le imprese. Da circa un anno è già in vigore l’obbligo del bilancio di sostenibilità per le aziende europee di interesse pubblico con più di cinquecento dipendenti, ma l’Unione non si ferma qui e vuole rendere ancora più trasparente la rendicontazione di queste informazioni non finanziarie.

 

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