La Pinacoteca di Brera è a ingresso gratuito fino al 31 dicembre: le gioie dell’arte per tutti

Non si acquista più il biglietto per visitare la Pinacoteca ma si sottoscrive un abbonamento che dà la possibilità di accedervi tutte le volte che lo si desidera.

È una grossa novità quella istituita alla Pinacoteca di Brera a Milano: non ci saranno più biglietti da acquistare per visitarla ma occorrerà sottoscrivere un abbonamento che permetterà anche l’accesso ai contenuti digitali di Brera Plus. Ma l’aspetto certamente più positivo è che questo abbonamento sarà gratuito fino al 31 dicembre 2020. È davvero il momento di meravigliarsi al cospetto di una delle collezioni d’arte più prestigiose non solo della città, ma del paese intero. Correte al museo.

Mantegna Pinacoteca Brera
Una delle opere più ammirate alla Pinacoteca di Brera, Il Cristo morto del Mantegna © Pinacoteca di Brera

“Avvicinare il museo alla comunità”

Può sembrare strano che proprio dopo l’emergenza dovuta alla pandemia e alla inevitabile e prolungata chiusura, il direttore del museo abbia preso questa decisione. Si calcola infatti che le porte della Pinacoteca serrate dal 23 febbraio al 9 giugno, abbiano generato una perdita di 3 milioni sul bilancio preventivo. Una catastrofe. Ma James Bradburne, che dal 2015 è a capo di Brera, ha spiegato così la sua scelta: “È un modo di avvicinare il museo alla comunità”, di ridurre le distanze che talvolta possono essere motivo della scarsa fruizione dell’arte.

L’idea dell’abbonamento è solo il naturale proseguimento del percorso tracciato dopo il lockdown, con l’apertura estiva a ingresso gratuito, solo con prenotazione e a orario ridotto. E se vi state chiedendo se, allo scoccare del nuovo anno, entrare in Pinacoteca costerà di più di quanto eravate abituati, la risposta è no. Non ci saranno aumenti ma anzi, la sottoscrizione dell’abbonamento permetterà di accedere a numerosi contenuti extra on line (chiamati Brera Plus) che da soli varrebbero molto di più. Una rivoluzione che continua un processo di modernizzazione e cambiamento che ha portato oggi questo museo a essere uno dei più simili alle grandi realtà espositive europee e internazionali. Visitandolo ve ne accorgerete.

Caravaggio Pinacoteca Brera
La sala dedicata a Caravaggio alla Pinacoteca di Brera © Pinacoteca di Brera

Perché visitare la Pinacoteca di Brera

Essere soci di Brera, perché questo sarete se vi abbonerete, vorrà dire poter visitare il museo qualunque volta lo si desideri. Una grande opportunità. A questo proposito ci torna in mente ciò che disse ormai parecchi anni fa lo storico dell’arte appena scomparso, Philippe Daverio. In una nota trasmissione televisiva, spiegò che a una pinacoteca si va non per vedere tutti i quadri, ma per goderne di uno o due alla volta. Come succede con una biblioteca: nessuno entra e legge tutti i libri. Per questo un tempo i musei erano tutti gratuiti e ciascuno poteva visitarli più volte. “La soluzione – disse – sarebbe un abbonamento”. Come quello introdotto oggi alla Pinacoteca di Brera.

COME SI GUARDANO I QUADRI – PHILIPPE DAVERIO

"La gente va nei musei, guarda 400 quadri in un'ora e mezza, torna con dei piedi gonfi così e va alla ricerca di una coca cola tiepida, per dimenticare l'esperimento e dicendo: mai più!"Ricordiamo lo storico dell'arte Philippe Daverio, scomparso questa notte, rivedendolo a Che Tempo Che Fa con la sua spiegazione su come si devono guardare i quadri.

Pubblicato da Che tempo che fa su Mercoledì 2 settembre 2020

Inutile dire che è un museo eccezionale e per certi aspetti unico in Italia. Perché? Nelle sue 38 sale – recentemente completamente riallestite – sono esposti grandi capolavori di diverse scuole pittoriche (in Pinacoteca infatti sono presenti quasi esclusivamente dipinti): lombarda, toscana e dell’Italia centrale, veneta oltre che importanti opere di scuola fiamminga. Questo perché il museo è stato concepito sin dalla nascita come luogo rappresentativo di tutta l’arte italiana di ogni epoca e di ogni regione che ospita anche opere prelevate da chiese e conventi (molti soppressi), allo scopo di mettere a disposizione del pubblico quadri fino allora difficilmente accessibili. Un’azione di diffusione dell’arte che anche oggi il direttore sta cercando di continuare a portare avanti.

E se, come consigliava Daverio, è bene vedere solo 2 o massimo 3 tele alla volta, potreste cominciare da queste: Una delle teste di donna di Amedeo Modigliani, Autoritratto di Sofonisba Anguissola, una delle poche artiste rinascimentali ad avere ottenuto fama e riconoscimenti internazionali o la Pomona di Marino Marini, tra le poche sculture in Pinacoteca.

Articoli correlati