Quat props, la giocoleria facile e divertente anche per persone con disabilità

Idea di un’insegnante di giocoleria, gli attrezzi Quat props stanno rivoluzionando l’insegnamento di questa pratica, una porta magica anche per persone con disabilità e autismo.

Quat props sono attrezzi prodotti artigianalmente in grado di rallentare il passaggio attraverso lo spazio di un oggetto e che favoriscono l’apprendimento della giocoleria anche e soprattutto per persone con disabilità. Gli oggetti vengono proposti e collaudati non solo nella scuola di circo del loro inventore Craig Michael Quat in New Jersey, negli Stati Uniti, ma anche nelle case di riposo per anziani, nei centri che ospitano persone diversamente abili, fra ragazzi e bambini con serie difficoltà di apprendimento e nei programmi educativi per gli autistici.

La giocoleria può essere di estremo interesse per tutti i bambini © ingimage
La giocoleria può essere d’interesse anche per tutti i bambini © ingimage

Ora il juggle board di Quat props verrà prodotto e lanciato da un’azienda italiana che produce oggetti utilizzati nell’arte circense e che collabora con i migliori giocolieri fra cui, appunto, Quat.

Cos’è Quat props

Questi attrezzi rendono la giocoleria più facile e divertente, sono adattissimi per bambini, ragazzi e persone di ogni età che desiderano avvicinarsi a questa disciplina. Sono particolarmente utili per migliorare e semplificare il lavoro di educatori e istruttori che vogliono aprirsi a possibilità di insegnamento innovative, sia nel circo sia in ambito sociale ed educativo.

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In un periodo particolarmente complicato, in cui il disagio di molti ragazzi è evidente, e l’attenzione di bambini e adolescenti è divorata da tablet e telefonini con conseguenze importanti sulla loro capacità di concentrazione in diversi ambiti, fra cui lo studio, la giocoleria è un percorso che può potenziare le capacità di ognuno nel modo più personalizzato e soggettivo possibile.

Chi è Craig Michael Quat

Quat ha coltivato la passione della giocoleria sin da bambino. Il suo percorso non è stato facile e pur mantenendo un’aria da eterno ragazzo ora che è adulto giocolare per lui ha un significato più profondo, terapeutico. Cresciuto con difficoltà di concentrazione e apprendimento si è avvicinato agli scacchi e alla giocoleria che gli hanno permesso di sviluppare una maggiore autostima venuta meno proprio a causa delle difficoltà scolastiche.

Nel suo percorso ha sviluppato metodi di studio personali, un valido aiuto per codificare le informazioni che gli hanno permesso di diplomarsi in letteratura inglese e in educazione secondaria con voti eccellenti. Ma all’improvviso qualcosa è cambiato, spingendolo ad abbandonare gli studi all’ultimo anno.

Giocolare serve sviluppare nuove potenzialità ©ingimage
Giocolare serve a sviluppare nuove potenzialità © ingimage

Giocoleria terapeutica

Si è reso conto che la giocoleria è un mezzo potente che gli è servito per sviluppare le sue potenzialità mentali e gli ha dato i mezzi per aumentare velocità e forza a livello cerebrale, consentendogli di elaborare le informazioni in modo più profondo e veloce. Quindi ha messo a disposizione l’insegnamento della tecnica nei “juggling club” (club di giocoleria) a ragazzi di ogni estrazione.

Già negli anni dell’adolescenza aveva avviato progetti di beneficenza con bambini malati terminali fino a dar vita a un programma di circo per minorenni disadattati, ragazzi che hanno commesso crimini o con modalità di relazione violente. Con la giocoleria e gli scacchi ha ottenuto risultati entusiasmanti, oltre a constatare l’impatto positivo sugli adolescenti. È nata così l’idea di un circo sociale, già diffusa in altre parti del mondo.

L’entusiasmo dipinto sul volto dei ragazzi grazie ai suoi insegnamenti e l’empatia che si crea sono esperienze incredibili per Quat, emozioni formidabili che lo ha spronato a portare avanti e ampliare i suoi progetti di circo inclusivo adattato alle diverse esigenze personali.

Il lavoro con le diverse abilità

La volontà di realizzare progetti nell’ambito sociale lo ha spinto a lavorare anche con persone sorde, affette da sindrome di Asperger e portatrici di disabilità multiple o problemi di apprendimento con grandi difficoltà di comunicazione, e in quei progetti dove il linguaggio verbale non è necessario. Partecipa anche a campi estivi con ragazzi affetti da sindrome di Down durante i quali ha imparato un nuovo modo di rapportarsi alle “diverse abilità”, spogliandosi del canonico ruolo di istruttore e sviluppando nuove modalità di insegnamento.

La giocoleria è il suo mezzo per entrare in sintonia con gli altri, comunicare amore e accettazione, trasmettere felicità e benessere a quei ragazzi desiderosi solo di entrare in comunicazione con lui attraverso il gioco. Una relazione di scambio in cui lui dona e riceve emozioni che lo risanano dai suoi problemi adolescenziali, alla scoperta di una nuova emotività e nuovi modi di comunicare con l’altro.

Il suo percorso lo ha portato a collaborare con nuove figure professionali, terapisti che lavorano negli ospedali e che seguono soggetti con difficoltà di apprendimento, dandogli l’opportunità di comprendere, attraverso studi scientifici, i complessi processi cognitivi e mentali. Al congresso mondiale per l’autismo del 2016 Quat è stato apprezzato sia per la sua dedizione all’insegnamento della giocoleria, sia per il suo metodo di gioco innovativo in ambito di autismo e ritenuto perfetto per questo tipo di difficoltà, dove la mente e il corpo sono scollegati e la comunicazione verbale è spesso interrotta.

giocoleria palline
La giocoleria può invertire la tendenza alla scarsa autostima

Quat props, giocoleria per tutti

Frutto di uno studio approfondito del movimento nello spazio e nel tempo, sono serviti diversi anni per perfezionare Quat props. Juggle board e altri oggetti incentivano la focalizzazione, la connessione e il ritmo nell’azione, costringendo il cervello a importanti collegamenti fra l’emisfero sinistro e destro, fondamentali per avere buone capacità di concentrazione e apprendimento.

Così la giocoleria può invertire la tendenza alla scarsa autostima e aiutare tutti a rinforzare e potenziare la capacità di apprendimento oltre a riequilibrare un’emotività labile. Può servire a rendere partecipi a un progetto, a un percorso “insieme” e dare quel senso di appartenenza che tanto serve alle persone in difficoltà. Gli attrezzi funzionano, e vedere Craig Quat all’opera mette in evidenza la sua capacità di sentire, toccare le emozioni e il pensiero profondo di ogni persona con estrema semplicità.

Immagine in evidenza: L’attrezzo “juggle board” per una giocoleria adattata alle esigenze di tutti © Quat props
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