Il referendum sulla depenalizzazione della cannabis è inammissibile

È “inammissibile” il quesito referendario sulla depenalizzazione della cannabis: lo ha stabilito la corte costituzionale.

È “inammissibile” il quesito referendario sulla depenalizzazione della cannabis o, come lo ha definito in conferenza stampa il presidente della corte costituzionale Giuliano Amato, “sulle sostanze stupefacenti”. Così come per l’eutanasia, il referendum abrogativo dunque non si farà. Il presidente della corte costituzionale ha illustrato brevemente i profili di incostituzionalità riscontrati, spiegando infatti che il quesito “è articolato in tre sottoquesiti, e il primo prevede che scompaia tra le attività penalmente punite la coltivazione delle sostanze stupefacenti di cui alle tabelle 1 e 3”.

Le tabelle citate però “non includono neppure la cannabis, ma le droghe pesanti. Già questo è sufficiente a farci violare obblighi internazionali plurimi che sono un limite indiscutibile della Costituzione”. Questo, secondo la corte, “ci porta peraltro a constatare l’inidoneità riaspetto allo scopo perseguito” ovvero un secondo profilo di incostituzionalità.

Il problema nel primo sottoquesito 

Il primo sottoquesito proponeva di eliminare la parola “coltiva” dal primo comma dell’articolo 73 del Testo unico sulle droga, che recita:

Chiunque […] coltiva, produce, fabbrica, estrae, raffina, vende, offre o mette in vendita, cede, distribuisce, commercia, trasporta, procura ad altri, invia, passa o spedisce in transito, consegna per qualunque scopo sostanze stupefacenti o psicotrope di cui alla tabella 1 prevista dall’articolo 14, è punito con la reclusione da sei a venti anni e con la multa da euro 26mila a euro 260mila.

La tabella 1, ha spiegato Amato, include però “oppio e derivati oppiacei (morfina, eroina,metadone ecc.); foglie di coca e derivati, amfetamina e derivati amfetaminici (ecstasy e designer drugs), allucinogeni. La tabella relativa a cannabis e derivati è invece la numero 2. “Un quesito che depenalizza la coltivazione rudimentale e casalinga della cannabis non avrebbe avuto alcun profilo di incostituzionalità – ha aggiunto il presidente della consulta – ma non abbiamo il potere di modificare il testo”.

 

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