Omeopatia

Farmaco omeopatico, tutto su come assumerlo

Come, in quali dosi e modalità assumere un farmaco omeopatico: ecco una serie di regole per non sbagliare e per sfruttare al massimo tutte le proprietà.

di Sonia Tarantola

1. Sciogliere in bocca, sotto la lingua, granuli e globuli omeopatici

I granuli e globuli devono essere lasciati cadere in bocca, sotto la lingua. Non devono essere deglutiti, ma lasciati sciogliere in bocca. La forma di assorbimento sublinguale assicura la migliore diffusione del farmaco omeopatico nell’organismo. Tuttavia in caso di impossibilità, come nel lattante, si può somministrare il preparato omeopatico sciolto in acqua o nel latte, senza che ne venga meno l’efficacia.

2. Evitare il contatto dei granuli con le dita

I granuli e i globuli non devono essere toccati con le dita, ma versati nell’apposito tappo contenitore e lasciati cadere in bocca, sotto la lingua, per non modificare la configurazione molecolare particolare, responsabile dell’attività del medicinale. Per i bambini piccoli si può provvedere a sciogliere i granuli o monodose in un po’ d’acqua minerale naturale, facendola poi assumere a piccoli sorsi. Per il lattante è opportuno sciogliere i granuli in un cucchiaio di acqua minerale naturale o la monodose in un mezzo bicchiere d’acqua. Quando un farmaco omeopatico deve essere assunto durante il corso della giornata, è utile sciogliere 20 granuli in 100 ml di acqua minerale naturale e far assumere alcuni sorsi d’acqua ogni ora od ogni 2 ore, secondo indicazioni.

farmaco omeopatico in granuli
L’assorbimento sublinguale assicura la migliore diffusione del farmaco nell’organismo © Ingimage

3. Rispettare le medesime regole di somministrazione per granuli e globuli

4. Evitare di assumere menta, canfora, sostanze volatili e aromatiche

Queste sostanze possono interferire con l’assorbimento o con l’attività dei rimedi omeopatici. In particolare va evitato l’uso di dentifrici a base di menta.

5. Assumere i medicinali lontano dai pasti, rispettando la posologia consigliata

Il farmaco omeopatico va assunto almeno un’ora dopo il pasto o mezz’ora prima del pasto. Il numero di granuli da assumere è uguale per tutte le età dell’uomo. L’esperienza ha evidenziato che 3-5 granuli rappresentano la posologia più appropriata. In generale, nelle forme acute il rimedio va assunto più volte al giorno, mentre nelle forme croniche la somministrazione avviene a intervalli più lunghi (settimanali, quindicinali, mensili) e per un lungo periodo.

capsule di un farmaco omeopatico
Il farmaco omeopatico si trova spesso sotto forma di granuli o capsule © Ingiimage

6. Richiedere direttamente al farmacista o al medico eventuali informazioni sul farmaco omeopatico

In omeopatia il medicinale non cura la malattia ma un insieme di sintomi che possono corrispondere a numerose malattie e a un numero limitato di pazienti.

7. Conservare il tubetto dei granuli o dei globuli fino alla scadenza indicata in un luogo pulito e asciutto, al riparo da eventuali eccessi termici

8. Limitare l’uso di alcolici, tabacco e stimolanti in corso di trattamento

granuli di un farmaco omeopatico
Il medicinale omeopatico è di per sé privo di tossicità © Ingimage

9. Informare il medico di eventuali aggravamenti marcati e prolungati dopo l’assunzione del medicinale omeopatico

Tale aggravamento omeopatico ha un significato favorevole, purché sia limitato nel tempo e non comporti rischi per il paziente.

10. Non allarmarsi per l’ingestione accidentale di una dose superiore a quella consigliata

Il medicinale agisce come uno stimolo specifico sull’organismo, adatto al singolo individuo e alla sua patologia, esso agisce esclusivamente su quella persona e sulla sua affezione. Pertanto l’assunzione di un preparato omeopatico non indicato non induce alcun effetto terapeutico o tossico anche perché i  medicinali omeopatici sono di per se stessi privi di tossicità.
Tratto dal libro: Bruno Brigo, Omeopatia per tutti i giorni, tecniche nuove

Articoli correlati
Effetto placebo, l’omeopatia applicata alle piante lo smentisce

Ricerche in laboratorio hanno dimostrato che i vegetali, immuni dall’effetto placebo, se trattati con medicinali omeopatici reagiscono diventando più resistenti e più ricchi di sostanze nutraceutiche. Ce ne parla Lucietta Betti, già ricercatore confermato e docente di patologia vegetale e micologia.