Cinque specie iconiche sono in pericolo critico di estinzione in Kenya

Il primo censimento nazionale del patrimonio faunistico keniano rivela che restano pochi esemplari di specie iconiche come il rinoceronte nero.

I risultati del primo censimento nazionale della fauna selvatica in Kenya non sono confortanti. L’operazione, durata tre mesi e costata oltre due milioni di dollari, ha infatti mostrato che cinque specie sono “in pericolo critico” di estinzione. Nella scala dell’Unione internazionale per la conservazione della natura (Iucn), questa classificazione corrisponde al più alto grado di rischio e indica che gli animali hanno il 50 per cento di probabilità di estinguersi entro dieci anni o tre generazioni. Altre nove specie sono invece state classificate come “in pericolo”.

censimento fauna in Kenya
Il Kenya ha pubblicato i risultati del primo censimento nazionale di fauna selvatica © Sutirta Budiman/Unsplash

Kenya, l’elenco delle specie in pericolo critico

  1. Cercocebo del fiume Tana, con 1.650 esemplari
  2. Rinoceronte nero, con 897 esemplari
  3. Damalisco di Hunter, con 497 esemplari
  4. Antilope nera, con 51 esemplari
  5. Antilope roana, con 15 esemplari

L’elenco delle specie in pericolo

  1. Elefante
  2. Leone
  3. Ghepardo
  4. Rinoceronte bianco
  5. Bongo
  6. Zebra di Grévy
  7. Licaone
  8. Giraffa nubiana
  9. Sitatunga
Specie a rischio in Kenya
Il numero di leoni africani è diminuito del 90 per cento in un secolo © Geran de Klerk/Unsplash

Quali sono le minacce principali per questi animali

La iena macchiata e i kudu (sia maggiore sia minore) sono considerati “vulnerabili”. Si segnalano anche due specie protette – lo struzzo masai e lo struzzo somalo – e altre che, fortunatamente, corrono un rischio minimo, come l’ippopotamo, il bufalo e la zebra comune.

Stando al report, redatto dal Kenya wildlife service in collaborazione con il ministero del Turismo, le minacce più serie che incombono sulla fauna selvatica del Kenya sono la crescita demografica e l’urbanizzazione, la perdita di habitat causata dalla deforestazione e dalla costruzione di infrastrutture, i cambiamenti climatici e la conseguente scarsità di risorse, gli incendi e il bracconaggio.

Urbanizzazione in Kenya
L’urbanizzazione in Kenya sta riducendo l’habitat degli animali selvatici © Murad Swaleh/Unsplash

Un “fischio d’inizio”, più che un campanello d’allarme

Neanche le riserve naturali sono state risparmiate. Il ministro del Turismo, Najib Balala, si è detto preoccupato dal restringersi delle zone incontaminate che ospitano il ricco patrimonio faunistico della nazione africana. Su Twitter ha dichiarato anche di essere soddisfatto dei programmi che il paese sta mettendo in atto contro il bracconaggio che, in effetti, hanno consentito un aumento del numero di elefanti.

È necessario continuare su questa strada per evitare di isolare la fauna selvatica dentro sacche di aree protette o, ancor peggio, perdere per sempre specie meravigliose. Il censimento, più che suonare come un campanello d’allarme, deve quindi rappresentare il fischio d’inizio della partita per la loro salvezza.

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