Samoiedo, il cane bianco che arriva dall’estremo nord

Arriva dal nord il samoiedo, cane bianco che sembra sorridere. Se un tempo trainava le slitte e faceva la guardia ai villaggi, si è trasformato negli anni in uno splendido animale da compagnia.

Pare che fosse un samoiedo di nome Etah il cane che guidò le slitte della spedizione di Roald Amundsen per raggiungere il polo Sud. E, negli anni, questa razza eccezionale per carattere e aspetto è diventata sempre più popolare e amata anche in ambito metropolitano. Prezioso aiuto dei pastori di renne, il samoiedo è uno splendido cane bianco dall’aspetto lupoide con un muso intelligente e vivace che sembra sorridere al mondo.

La razza appartiene al novero dei cani da slitta, ed è proprio come animale da traino nei paesaggi innevati dell’estremo nord che il samoiedo ha mosso i primi passi. Sembra che i cani di questo tipo provengano dalla Russia e, dopo aver accompagnato i primi esploratori alla conquista del polo, siano arrivati nel Nordamerica e poi, pian piano, nel resto del mondo dove si sono affermati come ottimi animali da compagnia e bellissimi esemplari da esposizione.

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Un giovane samoiedo durante la presentazione in esposizione © Marco Dal Zotto

Un cane versatile adatto a tutti

Non è difficile ormai notare questi meravigliosi cani bianchi dal muso sorridente anche per le strade delle nostre città. Negli anni, infatti, il samoiedo si è affermato come ottimo compagno di vita grazie al suo buon carattere, alla sua grande adattabilità e alla sua innegabile bellezza.

“Il samoiedo è adatto a persone di ogni tipo, da chi vive da solo alle famiglie. In origine lo chiamavano ‘il custode dei bambini’. È perfetto, inoltre, anche per una persona anziana proprio per il suo carattere tranquillo e socievole”, racconta Marco Dal Zotto dell’allevamento Baita delle nevi.

La razza viene attualmente impiegata anche nella pet therapy e in attività sportive come dog trekking, ski dog, agility e, ovviamente, nello sport in cui eccelle: lo sleddog. “Il samoiedo è un cane che si può dire ‘multifunzionale’: in origine il popolo dei samoiedo – un’antica popolazione nomade che viveva in alcune aree della Siberia lungo il fiume Jenisei – lo utilizzava prevalentemente come cane da pastore per le renne”, prosegue Dal Zotto. Ma erano i candidi samoiedo che, quando i cacciatori si allontanavano dai villaggi per cacciare, si trasformavano anche in attenti custodi dei bambini e degli animali del villaggio, proteggendo dai lupi e dagli altri predatori il loro nucleo familiare.

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Un cucciolo di samoiedo © Marco Dal Zotto

Le cure quotidiane del samoiedo

Cane rustico e tollerante delle temperature estreme, il samoiedo non ha bisogno di cure particolari. “Si adatta a vivere anche in appartamento, purché gli siano garantite almeno due passeggiate giornaliere”, assicura Marco Dal Zotto. “È una razza facile per quel che riguarda le cure e la gestione. Il samoiedo può essere spazzolato anche una volta a settimana soltanto; è importante, comunque, abituare il cucciolo fin dai primi mesi di vita a essere toccato e pettinato. I lavaggi possono essere effettuati ogni due o tre mesi, privilegiando toelettature professionali attrezzate con phon specifici e soffiatori”. Il pelo dei samoiedo è resistente e non teme le intemperie o il caldo eccessivo, mentre il sottopelo è destinato a proteggere la cute in modo ottimale. “Si tratta di un cane che soffre meno sia il caldo che il freddo rispetto a razze con il pelo raso proprio perché il suo mantello lo difende perfettamente sia dalle temperature sotto lo zero sia dal clima torrido”, nota l’allevatore. La muta avviene due volte l’anno: una in estate e l’altra in prossimità dei mesi invernali.

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Una cucciolata di samoiedo © Marco Dal Zotto

La salute del samoiedo

Cane forte e resistente, anche il samoiedo può portarsi come corredo genetico malattie come la displasia dell’anca. “La razza richiede test e controlli obbligatori per quel che riguarda il campionato di bellezza Enci: in Italia, per concorrere, è necessario che i cani appartengano alla classe A o B e siano testati per le oculopatie”, specifica Marco Dal Zotto. I samoiedo sono, infatti, a rischio per lo sviluppo della cataratta e della displasia della retina. I test e i controlli obbligatori variano da paese a paese e ci sono regole che vengono decise dal club di razza ufficiale della nazione (nel nostro paese è il Cirn: Club italiano razze nordiche).

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Il samoiedo è un cane docile e molto resistente © Pixabay

Il controllo della displasia è comunque molto importante per la razza, tanto che gli allevatori professionisti testano i loro riproduttori per eliminarne man mano l’incidenza. “In Svizzera, per esempio, sono obbligatori il controllo del dna, l’esenzione dalle displasie di classe A e B, e il test per le oculopatie. Ciò vale anche per avere una cucciolata, e non solo nell’ambito del campionato di bellezza Enci”, delucida l’esperto.

Per quel che riguarda la dieta, il samoiedo predilige un buon apporto di proteine che lo aiutino, negli anni, a mantenere il peso forma e la particolare lucentezza del suo mantello. Obesità e chili di troppo, infatti, sono da tenere sotto controllo anche per questo cane sorridente e socievole che arriva dal nord.

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