Una ferrovia dismessa scavata nella scogliera a filo di costa e una pista ciclopedonale che collega tre paesi che l’orografia complessa della Liguria terrebbe lontani. In una bella giornata autunnale la si percorre anche con i bambini.
Che la tecnologia possa tutto o quasi si sa, ma quando si parla di natura e della meraviglia che proviamo spesso al suo cospetto, c’è sempre un limite che ci poniamo senza nemmeno accorgercene: proprio perché naturali alcuni paesaggi sembrano immutabili e irraggiungibili se non da atleti che sono visti quasi come eroi. Le alte
Che la tecnologia possa tutto o quasi si sa, ma quando si parla di natura e della meraviglia che proviamo spesso al suo cospetto, c’è sempre un limite che ci poniamo senza nemmeno accorgercene: proprio perché naturali alcuni paesaggi sembrano immutabili e irraggiungibili se non da atleti che sono visti quasi come eroi. Le alte vette, le maestose catene montuose vengono scalate e raggiunte solo da veri esperti appassionati. Non è più così vero adesso perché grazie a Google Street View è possibile arrivare in cima al monte Bianco, con pochi click.
Google ha pubblicato il più grande progetto di esplorazione verticale fino a oggi mai realizzato: il monte Bianco. Grazie a Street View è possibile visualizzare il massiccio come se si fosse lì e lo si scalasse in quel momento: per riuscirci, il motore di ricerca statunitense ha lavorato insieme ai fotografi e alpinisti Jonathan Griffith, Renan Ozturk e Sender Films e ha catturato professionisti di fama mondiale in azione.
Un progetto simile, The Nose, era stato portato a termine nel giugno 2015 su El Capitan in Yosemite con Tommy Caldwell, Alex Honnold e Lynn Hill. Ma su questa vetta si è raggiunta la perfezione. O quasi.
Così, con estrema facilità e qualche click, la cima della montagna più alta delle Alpi può essere raggiunta passo per passo attraverso la famosa via normale dal Refuge du Goûter, percorsa da Corrado Korra Pesce che si è portato lo Street View Trekker fino in cima ai 4810 m, mentre una serie di panorami a 360 gradi danno il via ad altre esplorazioni. Si può seguire Catherine Destivelle che sale la parete sud del Aiguille du Midi, Laetitia Roux e Patrick Gabarrou che salgono e scendono la Cresta des Bosses, Ueli Steck che sale il seracco del Triangolo du Tacul poco dopo l’alba oppure l’arrampicata in dry tooling sulla sud di Pointe Lachenal, Patrick Gabarrou sui seracchi dei Cosmiques e Kilian Jornet Burgada sulla ariosa Cresta di Peuterey. Tutte sono emozioni vere, come vissute in prima persona.
Davanti a un progetto simile forse il vero appassionato di montagna o chi ne ha fatto un mestiere, storcerà il naso. Sicuramente è vero che certe emozioni, l’adrenalina dell’essere al cospetto con la potenza della natura e la paura anche, non sono paragonabili con l’essere solo davanti a uno schermo. Scalare davvero il monte Bianco è un’esperienza unica, ma non per tutti. Ma sono molte le persone che amano le alte vette e non possono o non possono più affrontare sfide simili, magari per impedimenti fisici. Per queste persone un’escursione simile, se pur virtuale, può essere indimenticabile? Forse sì.
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