Sciare in sharing, arriva Upendu

Sciatori e snowboarder di tutto il mondo, unitevi. Ma, soprattutto, scambiatevi l’attrezzatura che non utilizzate. È l’obiettivo della start up Upendu, un’alternativa all’acquisto dell’attrezzatura o al noleggio tradizionale.   In che cosa consiste nello specifico la proposta di Upendu? Ciascun utente della app può postare le proprie of­ferte, cercare tra quelle proposte e contrattare con

Sciatori e snowboarder di tutto il mondo, unitevi. Ma, soprattutto, scambiatevi l’attrezzatura che non utilizzate. È l’obiettivo della start up Upendu, un’alternativa all’acquisto dell’attrezzatura o al noleggio tradizionale.

 

In che cosa consiste nello specifico la proposta di Upendu? Ciascun utente della app può postare le proprie of­ferte, cercare tra quelle proposte e contrattare con gli altri utenti i possibili baratti. Con gli scambi resi ancor più fluidi da un sistema di crediti virtuali. In sostanza si tratta di fare sharing economy: se uso il mio paio di sci una settimana l’anno, perché devo tenerli in cantina per il resto della stagione invernale? Il modello di business è semplice: Upendu trattiene una percentuale sulla transazione, sul prezzo che chi prende a noleggio corrisponde a chi mette a disposizione l’attrezzatura.

 

Al momento si lavora molto alla supply side, vale a dire l’insieme delle tavole, sci, attrezzature che le persone metteranno a disposizione. E si sta sviluppando il servizio, affinché sia il più possibile affidabile: attualmente è in fase di testing privato. La app ha già in mente di aprirsi ad altre discipline sportive.

Siamo anche su WhatsApp. Segui il canale ufficiale LifeGate per restare aggiornata, aggiornato sulle ultime notizie e sulle nostre attività.

Licenza Creative Commons
Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 4.0 Internazionale.

Articoli correlati
La strage dei bambini a Gaza nella foto vincitrice del World press photo 2024

Si chiamava Saly, aveva cinque anni. Nello scatto vincitore del World press photo 2024, il concorso di fotogiornalismo più importante al mondo, non si vede un centimetro del suo corpo senza vita. E non si vede nemmeno il volto della zia, Ines Abu Maamar, che lo stringe forte a sé. Mohammad Salem, fotografo dell’agenzia Reuters,