Uno scudo verde proteggerà Firenze dal traffico e dall’inquinamento

Lo scudo verde si basa su una rete di 81 varchi telematici: lo stop a oltre 100mila veicoli abbatterà le emissioni e favorirà il trasporto pubblico locale.

Uno scudo verde a protezione di una delle città d’arte più importanti d’Italia. Firenze getta le basi per un’infrastruttura green che punta a ridurre sensibilmente il traffico e l’inquinamento, migliorando la qualità della vita dei suoi cittadini; e lo fa seguendo l’esempio di metropoli europee e italiane come Stoccolma, Londra e Milano che già si sono mosse in questa direzione. Nei giorni scorsi la giunta comunale ha dato il via libera definitivo a un progetto che ha un obiettivo è ambizioso: rendere Firenze una delle città meno inquinate d’Italia, limitando gli accessi ai veicoli più inquinanti provenienti da fuori l’agglomerato urbano.

Per lo scudo verde un investimento di 4,4 milioni di euro

Tutto si baserà su una rete di 81 varchi telematici posti lungo le direttrici di ingresso al centro abitato, con possibilità di implementarne il numero in una seconda fase. La rete sarà in grado di rilevare le caratteristiche dei flussi di traffico e anche di regolamentare gli accessi, discriminando i veicoli rispetto alle limitazioni che saranno definite (per esempio sulla base delle emissioni inquinanti). Tutti gli apparecchi saranno integrati nella Centrale della mobilità del Comune e consentiranno di incrementare le banche dati relative ai flussi di traffico.

L’accesso alla zona a traffico limitato di Roma © Lifegate

Il perimetro comprenderà buona parte del centro abitato ma in modo tale da non condizionare l’accesso dall’esterno ad alcuni poli strategici come l’area ospedaliera di Careggi, l’aeroporto, le zone produttive e i grandi centri commerciali; chi userà il mezzo privato sarà indirizzato a fare interscambio con il trasporto pubblico utilizzando i parcheggi scambiatori presso le tramvie, mentre lungo il perimetro dello scudo verde sarà incrementata la sosta riservata ai residenti. L’investimento complessivo ammonta a 4 milioni e 400mila euro, un milione e mezzo dei quali provenienti da fondi europei, due milioni dal Patto per Firenze (fondi statali) e 900mila da fondi comunali. Calendario alla mano tra progettazione esecutiva, gara di appalto e lavori, l’infrastruttura sarà pronta entro la fine del 2022.

Stop a 107.000 veicoli al giorno: i vantaggi ambientali

Ogni giorno entrano a Firenze tra i 220.000 e i 250.000 veicoli: regolarne il flusso e diminuirne il numero consentirà di ridurre in maniera significativa il traffico e le emissioni inquinanti. Gli effetti di questa infrastruttura – insieme ad altri interventi per la mobilità sostenibile previsti nel Pums –  si tradurranno in un calo del 18,3 per cento delle percorrenze con veicoli privati sulla rete stradale interna al cosiddetto agglomerato di Firenze (capoluogo e comuni della prima cintura) e fino al 13 per cento sulla rete stradale interna alla Città metropolitana.

L’inquinamento atmosferico ha forti ricadute anche sulla vegetazione e sulla fauna, sulla qualità dell’acqua e del suolo. © IngImage

Su Firenze e i comuni della prima cintura le percorrenze con mezzi privati diminuiranno di oltre 107.000 veicoli per chilometro al giorno, corrispondenti circa 5.250 tonnellate di C02 e 3,3 tonnellate di Pm10 ogni anno; se si considera la Città Metropolitana i numeri aumentano ulteriormente: oltre 206.000 veicoli in meno al giorno, corrispondenti a circa 10.100 tonnellate di C02 e 6,3 tonnellate di Pm10 all’anno. Di pari passo alla riduzione degli spostamenti in auto, nelle simulazioni si prevede un considerevole aumento di utilizzo del trasporto pubblico: in un giorno feriale medio, sull’intera Città metropolitana aumenteranno gli spostamenti in treno (+151.000), in tram (124.000) e in autobus (+25.000).

Due possibili strategie per le regole di accesso

Il sindaco Dario Nardella ha spiegato che lo Scudo verde “è una delle maggiori aree a basse emissioni in rapporto alla superficie del centro abitato: circa 38 chilometri quadrati pari al 66 per cento della superficie del centro abitato e al 37 per cento della superficie comunale con un perimetro di 50 chilometri”. Nel periodo necessario alla realizzazione della rete dei varchi sarà approfondita la questione della disciplina, ovvero la regolamentazione che determinerà quali veicoli potranno continuare ad accedere all’area a basse emissioni.

La mobilità multimodale significa spostarsi scegliendo più mezzi, anche in condivisione © Pexels

Per come è stata pensata, l’infrastruttura permetterà di introdurre due tipi di regolamenti. Nel primo caso si potrà limitare l’accesso sulla base delle emissioni del veicolo o delle sue dimensioni, fermando ad esempio i diesel euro 3 o i mezzi pesanti senza origine o destinazione a Firenze. Nel secondo caso è previsto il “congestion charge”, ossia il pagamento di un importo per l’accesso con l’applicazione immediata per i bus turistici, per i quali è già in vigore una tariffazione gli ingressi. Tutti gli introiti economici determinati dall’attivazione dello scudo verde serviranno a potenziare il trasporto pubblico locale, a partire dal finanziamento del sistema tariffario integrato dei trasporti pubblici a livello metropolitano.

 

 

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