Expo 2015

A scuola “io mangio giusto”

ActionAid lancia un’iniziativa per il diritto al cibo sano e sostenibile nelle mense scolastiche. E la spiega in 5 punti.

L’alimentazione nei primi anni di vita condiziona la salute da adulti: lo dicono autorevoli ricerche scientifiche. Considerando che nelle mense italiane vengono serviti 50 milioni di pasti ogni mese e che ogni studente, dall’infanzia fino ai 14 anni, consuma in media duemila pasti a scuola, appare subito chiaro che ciò che si mangia negli istituti riveste un ruolo di primaria importanza per la corretta alimentazione e che migliorare la ristorazione è una priorità per la salute dei bambini. E per quella dell’ambiente.

 

ActionAid, organizzazione internazionale indipendente impegnata nella lotta alle cause della povertà, sottolinea che il consumo consapevole favorisce la riduzione degli sprechi e dei rifiuti: secondo un’analisi Nomisma/Pentapolis del 2013, circa il 10 per cento dei pasti serviti nelle mense scolastiche (87mila tonnellate di cibo) è in eccedenza, e l’85 per cento di questo cibo viene sprecato. Riducendo lo sperpero si potrebbe ottenere un risparmio in termini economici che potrebbe essere “investito” nell’acquisto di cibi di qualità più alta per i bambini, come quelli biologici ad esempio, che costano un po’ di più di quelli convenzionali ma sono meno impattanti sull’ambiente.

 

“Migliorare la ristorazione scolastica è un’occasione da non perdere – spiega Marco De Ponte, segretario generale di ActionAid – perché consente di stimolare le istituzioni a promuovere il diritto a un cibo sostenibile e di lavorare con famiglie, bambini e insegnanti; iniziare a parlare di sostenibilità partendo proprio dalle scuole significa costruire una generazione di consumatori consapevoli, che decideranno di alimentarsi in modo sano e allo stesso tempo saranno più attivi nel promuovere un sistema di produzione e distribuzione del cibo più giusto”.

 

L’obiettivo è che, dal 20 febbraio 2014, data di inizio delle azioni di “Io mangio giusto”, fino al 16 ottobre 2015, giornata mondiale dell’alimentazione, 15mila bambini possano avere accesso ad una mensa “più giusta” e almeno 40mila, insieme alle loro famiglie, possano capire l’importanza di una dieta sostenibile”.

 

io mangio giusto

 

Ma cosa intende l’organizzazione per “mensa più giusta”? Lo spiega sul web in 5 punti:

 

Una mensa con prodotti locali e sani per i cittadini e l’ambiente
E’ importante che i prodotti siano a basso impatto ambientale (biologici o da agricoltura integrata), senza ogm, di stagione e, dove possibile, prodotti localmente in modo da ridurre il numero di passaggi tra produttore e consumatore e valorizzare il legame tra cibo e territorio. Il cibo che proviene dai Paesi in via di sviluppo dovrebbe inoltre provenire dalla filiera del commercio equo e solidale, a certificazione di criteri produttivi di giustizia sociale, economica e ambientale.

 

Un mensa che rispetta i lavoratori, l’ambiente e i consumatori
E’ essenziale che i fornitori dei pasti nelle mense operino nel rispetto dell’ambiente e con principi ispirati alla responsabilità sociale di impresa; che il servizio assicuri la somministrazione di acqua pubblica e non imbottigliata; che ci sia l’impegno a usare un servizio energeticamente sostenibile (nell’uso di stoviglie ecologiche, nella produzione e nel trasporto).

 

• Una mensa in cui i bambini e i genitori sono protagonisti
Commissioni mensa presenti ovunque attive e funzionanti; attività promosse dalle scuole e dall’amministrazione per un loro buon funzionamento; sperimentazione di forme di partecipazione anche dei bambini che per primi usufruiscono del servizio. Il ruolo delle commissioni mensa può essere ampliato nella definizione dei criteri da inserire nei capitolati e può estendersi verso ruoli educativi e di monitoraggio civico.

 

• Una mensa trasparente per bambini e genitori
E’ importante che si controlli che Comuni siano promotori di gare d’appalto per l’affidamento dei servizi di ristorazione trasparenti, che siano guidati nella scelta da costi complessivi del servizio e non solo dal prezzo, che rendano comprensibili e comparabili i costi del servizio e che stimolino la partecipazione dei cittadini (in particolare dei genitori e del personale scolastico) alla definizione dei capitolati d’appalto in un’ottica di trasparenza e partecipazione.

 

• Una mensa che riduce gli sprechi e i rifiuti
Bambini, personale scolastico, aziende fornitrici del servizio e amministratori locali devono essere alleati nel promuovere pratiche di prevenzione e riduzione degli sprechi e dei rifiuti.

 

Per saperne di più: www.actionaid.it

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