Black lives matter

Selma e il marzo che ha cambiato la storia dei diritti civili negli Stati Uniti

Il mese di marzo 1965 ha cambiato la storia dei diritti civili negli Stati Uniti. Oltre 50 anni dopo c’è ancora molta strada da fare. Il ricordo e le immagini degli scontri di Selma, per guardare al futuro.

Oltre cinquant’anni fa, il 7 marzo 1965, si tenne la prima marcia (nota anche come Bloody sunday) che dalla cittadina di Selma tentò di arrivare a Montgomery, in Alabama, e che cambiò per sempre il corso e la storia dei diritti civili negli Stati Uniti. Le persone, circa seicento, che stavano manifestando in modo pacifico per chiedere il diritto di voto — per tutti gli afroamericani — e la fine della segregazione razziale, ancora in vigore in alcuni stati meridionali del Paese, vennero caricate dalla polizia mentre attraversavano il ponte Edmund Pettus.

Selma, la marcia che cambiò la storia

Le immagini degli scontri, violentissime, e dei feriti fecero il giro del mondo e convinsero l’allora presidente Lyndon Johnson, che subentrò a John Kennedy dopo il suo assassinio nel 1963, a promulgare il 6 agosto del 1965 la legge sul diritto di voto dei neri (Voting rights act).

Martin Luther King

La marcia venne organizzata da Martin Luther King, il pastore protestante diventato in quegli anni leader del movimento per i diritti civili della minoranza afroamericana. Gli scontri non fermarono il reverendo King che di lì a poco organizzò altre due marce, sullo stesso ponte. L’ultima, il 25 marzo 1965, riuscì a radunare circa 25mila persone che da Selma camminarono fino a Montgomery, fino alle porte del palazzo del governatore dell’Alabama. Qui King pronunciò uno dei suoi discorsi più toccanti: How long? Not long.

Il discorso di Obama sul ponte Edmund Pettus

Il 7 marzo 2015 il presidente americano Barack Obama, su quello stesso ponte, ha tenuto un altro grande discorso definito “potente”, “emozionante” dagli stessi giornalisti che riconoscono a Obama la qualità di essere un ottimo oratore. Obama ha detto che negli ultimi anni sono stati fatti molti passi avanti verso l’uguaglianza, ma sono ancora molte le discriminazioni che i neri subiscono negli Stati Uniti. Questo è uno dei passaggi più importanti del suo speech:

“Un errore comune è pensare che il razzismo sia stato sconfitto, che il lavoro iniziato dagli uomini e dalle donne che erano presenti qui a Selma sia concluso, e che ogni tensione razziale rimasta sia frutto di situazioni contestuali. […] Sappiamo che la marcia non è ancora finita, che la battaglia non è ancora stata vinta, e che entrare in un’epoca nella quale saremo giudicati solo per quello che siamo significa ammettere queste cose.

Selma – La strada per la libertà. Il film

La marcia ha ispirato anche Selma di Ava DuVernay, pellicola uscita in Italia il 12 febbraio 2015 e candidata all’87esima edizione degli Oscar come miglior film e vincitrice nella categoria miglior canzone originale dal titolo Glory di John Legend & Common.

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