La sharing mobility resiste alla pandemia grazie al boom dei monopattini

Lo scorso anno l’utilizzo di mezzi in sharing ha subito cali minori rispetto ad altre modalità di spostamento. E nel 2021 si evidenzia una decisa ripresa.

La sharing mobility resiste agli effetti dirompenti della pandemia. Il calo nel 2020 è stato inferiore alle altre forme di mobilità e, grazie soprattutto al boom dei monopattini, nei primi mesi di quest’anno siamo tornati su valori medi paragonabili alla fase precedente l’emergenza sanitaria. A fare il punto è stato l’Osservatorio nazionale sulla sharing mobility, promosso dal ministero della Transizione ecologica, dal ministero delle Infrastrutture e Mobilità sostenibili e dalla Fondazione per lo sviluppo sostenibile, e composto dagli operatori di sharing, dalle amministrazioni cittadine e dai centri di ricerca, che ha anticipato anche alcuni dati del 2021 relativi a sei città.

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Il calo delle emissioni dovuto al lockdown non è sufficiente per contenere il riscaldamento globale © Christopher Furlong/Getty Images

Tra lockdown e lavoro a distanza, il 2020 è stato un anno nero

Il 2020 sarà ricordato come l’anno nero della mobilità: tra lockdown, coprifuoco, limitazione agli spostamenti e smart working, la contrazione della domanda ha investito ogni modalità di trasporto. Con un calo annuale complessivo delle percorrenze del 30,6 per cento, la sharing mobility ha tenuto decisamente meglio del servizio ferroviario regionale, dei treni ad alta velocità o del servizio di trasporto aereo, calati rispettivamente di 38, 66 e 69 punti percentuali.

Solo gli spostamenti con l’auto di proprietà hanno registrato un calo minore (-20,3 per cento), a testimonianza di come l’uso di mezzi condivisi sia fortemente consolidato nelle città italiane e nelle abitudini di chi li sceglie ogni giorno tra altre possibili soluzioni. Questo risultato si spiega anche con l’avvento nei nostri centri urbani del nuovo servizio di monopattini in sharing, che ha dimostrato una grande espansione d’offerta in termini di veicoli, operatori e centri serviti, di pari passo con un crescente gradimento da parte degli utenti: ormai un veicolo condiviso su tre è proprio un monopattino.

Sharing mobility
Sharing mobility © Kumpan Electric / Unsplash

Mezzi in sharing, le auto soffrono più di bici e scooter

Al 31 dicembre 2020 erano presenti in Italia ben 158 servizi di sharing mobility, il triplo del 2015, quando l’Osservatorio iniziò le sue rilevazioni. La domanda di carsharing è quella che ha risentito maggiormente delle restrizioni, non tanto per il timore di utilizzare un’auto non sanificata, ma col venir meno di alcuni segmenti di domanda tipici di questo servizio; non a caso, l’uso di un veicolo nel week-end è ad esempio cresciuto del 25 per cento su base annua. Passando ai mezzi a pedale, sono 1.300 le biciclette in sharing in più nelle città italiane, con una quota di elettriche ormai superiore al 30 per cento; sulla variazione percentuale negativa dei noleggi (-55 per cento) pesa la concorrenza dei monopattini negli spostamenti brevi e brevissimi, ma anche la minore presenza di mobilità studentesca e di pendolari, tra i segmenti di clientela più importanti cui si rivolge questa tipologia di servizio.

Va meglio allo scootersharing, che registra un aumento di veicoli (+45 per cento) e di iscrizioni (+30 per cento), con un calo contenuto (-25 per cento) di noleggi su base annua; si tratta inoltre di un servizio che è oramai quasi interamente elettrificato, la cui diffusione territoriale coinvolge prevalentemente le grandi città, dove è comunque molto intenso anche l’uso dello scooter di proprietà.

Lime è presente in cinque continenti, 30 paesi e 120 città © Lime

I monopattini trainano la ripresa della mobilità condivisa

A cambiare il volto della sharing mobility in Italia è stato senza dubbio il monopattino. Arrivato nel nostro paese sul finire del 2019, in poco più di un anno questo servizio è diventato il più diffuso, il più presente nelle città del Sud e quello con più veicoli operativi sulle strade, nonché quello che ha realizzato il maggior numero di noleggi – 7,4 milioni, con 14,4 milioni di chilometri percorsi – lo scorso anno. In controtendenza rispetto a tutte le altre forme di mobilità, i monopattini hanno visto aumentare nel 2020 la durata e la distanza dei noleggi: numeri che non hanno precedenti nel panorama della sharing mobility italiana e che hanno evidenziato anche problemi di infrastrutture, assenza di parcheggi, spazio urbano e sicurezza.

L’Osservatorio ha presentato anche una sintesi dei dati relativi all’anno in corso, incentrata sui primi sei mesi in sei città: Torino, Milano, Bologna, Roma, Cagliari e Palermo. Complessivamente, dovunque l’uso di tutti i servizi di sharing è cresciuto sensibilmente, ritrovando nelle prime due settimane di giugno i valori medi pre-pandemia: lo scootersharing è il servizio che ha recuperato terreno più velocemente, seguito dalle bici e dalle auto. Ora si guarda con più fiducia al prossimo futuro, anche in vista di un possibile ritorno ai livelli di mobilità di un tempo già a partire dal mese di settembre.

 

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