SiQuri, benessere etico e sostenibile online

Estrattori di succo, integratori naturali, supercibi per la salute, purificatori d’aria, strumenti di cucina: con siQuri le tecnologie innovative che migliorano il benessere sono alla portata di tutti, con pochi semplici click.

Per conoscere meglio questa realtà e le sue caratteristiche etiche e sostenibili abbiamo intervistato Francesco Arleo, fondatore e direttore di siQuri.

 

Qual è l’idea alla base di siQuri?

SiQuri è nato dall’idea di alzare, dove è possibile, l’asticella della sicurezza alimentare al di sopra degli standard di legge. SiQuri mette in vendita solo wellness food technology: alimentazione bio e funzionale, estrattori a bassa velocità, essiccatori a basse temperature, pentole prive di nichel e simili. SiQuri è tendenzialmente un freE-Commerce ovvero un negozio online che mette in vendita solo prodotti sugar free, gluten free, ogm free, bpa free, cruelty free…

 

Quanto è importante la sostenibilità ambientale per voi?

Partiamo da cose semplici, ma chiare: come nostro modello ci siamo imposti di evitare fiere/eventi live troppo grandi che a nostro avviso comportano ancora troppi sprechi di risorse energetiche; usiamo pochissima pubblicità cartacea perché secondo noi anche li c’è ancora troppo spreco; nel packaging stiamo per operare solo con carta italiana da riciclo e ci stiamo spingendo verso l’uso di carta nata dallo scarto di frutta e verdura (crediamo molto in questo progetto in cui del cibo non si butta via niente). Abbiamo coinvolto i nostri utenti a raccontarci come vorrebbero recuperare gli scarti alimentari quando ad esempio usano i nostri estrattori e ne stanno venendo fuori ricette e proposte davvero efficaci (da marzo porteremo questo progetto di condivisione sul nostro canale video #nonsonomicachef ).

 

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Stringiamo rapporti solo con fornitori che usano packaging a bassissimo impatto ambientale e se ci arriva un prodotto super imballato di plastica non lo facciamo passare. In questo 2015 inizieremo i primi progetti di adozione e salvaguardia di particolari ambienti italiani correlati ad eccellenze di prodotti. Partiremo con la salvaguardia del grande parco degli ulivi secolari del Salento proprio portando in 24h a casa delle persone il frutto di quegli ulivi (l’olio extravergine estratto a freddo dalle olive provenienti solo dal parco ) e dando l’opportunità ad ogni persona di adottare un ulivo di cui può seguire passo passo la storia, la raccolta e magari un giorno andare a trovarlo. Ci sembra un buon inizio per passare dalle parole ai fatti. Insomma ce la stiamo mettendo tutta e non ci fermeremo fino a quando non riusciremo a tradurre la parola sostenibilità in comportamenti aziendali e individuali capaci di interagire in positivo con il delicato equilibrio del nostro magnifico mondo.

 

Quali sono i valori dell’azienda e come si riflettono sull’organizzazione della stessa, sui prodotti in vendita, sulla scelta dei fornitori?

Abbiamo appena un anno di vita, ma almeno una ventina d’anni di ricerca e studi alle spalle. Studi che ci hanno fatto compiere scelte precise: il 90% delle persone che lavorano per siQuri operano in online home working e non si spostano dal loro luogo di vita se non per particolari eventi formativi (non è difficile comprenderne i vantaggi); le persone a lavoro nei reparti di magazzino e logistica hanno a disposizione un laboratorio di cucina sana e salutare dove consumare i propri pasti (in linea con i principi di siQuri); su ogni ricerca di prodotto e fornitore siQuri impiega circa sei mesi di analisi e controlli e nel 2016 applicheremo una nostra etichetta di memoria digitale in Augmented Reality ad ogni prodotto in modo da rendere trasparente al cliente l’intera storia del prodotto e del fornitore; diamo ai nostri clienti strumenti trasparenti di feedback in grado di fornirci controlli diretti sui nostri prodotti.

 

I vostri prodotti nascono in Italia o all’estero? SiQuri effettua dei controlli riguardo l’etica delle aziende con cui lavora?

Il 90 per cento dei prodotti alimentari è italiano, mentre le tecnologie sono frutto di accordi di esclusività con aziende dalla lunga tradizione e che hanno comparti di ricerca e sviluppo eccellenti. Nel caso, ad esempio degli estrattori a bassa velocità operiamo solo con Coway, azienda attentissima ai materiali usati, all’etica del lavoro e alle modalità di ricerca, nonché molto impegnata in progetti sociali di miglioramento di alcune situazioni di disagio in alcune zone dell’Africa.
Ma anche con Coway operiamo con la massima trasparenza: se un prodotto non supera i nostri parametri non lo metteremo mai in vendita su siQuri. Inoltre osserviamo gli aspetti del fornitore che forniscono trasparenza sui processi di lavoro e di rispetto dei lavoratori.

 

Il vostro modello di business è basato sull’e-commerce. Fa parte anche questo di una scelta sostenibile?

Dire che l’e-commerce oggi è sostenibile in termini ambientali non è dire la piena verità, eppure stiamo studiando le modalità logistiche più efficaci per far risparmiare km nel viaggio delle merci sul territorio. Ci sono due punti su cui stiamo già agendo: la prossimità fornitore-cliente e la prossimità magazzino-cliente. In Spagna, dove abbiamo aperto da poco più di due mesi, stiamo per attuare un piano di prossimità fra prodotto e cliente che ci darà già alcuni dati fondamentali per migliorare.

 

Quanto sono collegate tutela dell’ambiente, salute ed etica nel lavoro secondo voi?

Ormai non bisogna essere degli studiosi di fisica quantistica per comprendere che le divisioni, a qualsiasi livello, non esistono o se esistono portano frutti acerbi. Noi crediamo fermamente che se uno si sta preoccupando della propria salute ignorando quella dell’aria, dell’acqua, della terra entra in uno stato di non equilibrio che gli ritornerà contro, vale lo stesso sul piano dell’etica del lavoro: puoi essere super efficiente e raggiungere eccellenze operative e di business, ma se ti disinteressi di come stanno quelli che lavorano con te o degli effetti dei tuoi prodotti sull’ambiente, sugli altri, su te stesso, hai perso.

 

State vendendo i vostri prodotti anche al mercato estero: dal vostro osservatorio, qual è o quali sono i Paesi in cui la sostenibilità è più apprezzata dai consumatori? Utilizzate strategia di vendita diverse tra Paese e Paese?

Dire che abbiamo molta esperienza sull’estero ora non è la verità, ma stiamo passo passo e con estrema oculatezza aprendoci al mercato spagnolo e abbiamo cominciato a progettare anche per i paesi del nord Europa, nonché per il Sud America.
Quello che è innegabile, in molte di queste realtà, è che le cosiddette “crisi” (non solo economiche, ma di pensiero e sociali) degli ultimi anni e una potente entrata dell’informazione digitale e mobile nelle vite delle persone hanno portato ad un aumentato senso di responsabilità che ha portato a cambiamenti importanti negli stili di vita, nelle scelte alimentari ed etiche e nei modelli di condivisione sociale. In ogni Paese utilizziamo sempre il web e le tecnologie mobile, quello che cambia spesso sono i canali di comunicazione, ascolto e incontro delle persone. Nel caso Spagna, ad esempio, rispetto all’Italia, utilizziamo canali quali twitter o il blog, mentre qui da noi siamo più attenti e attivi su Facebook o Youtube.

 

In che modo siQuri lavora per aumentare la consapevolezza dei propri utenti e delle persone in generale?

Come team di lavoro ci siamo dati una linea educativa precisa che opera su tre livelli: la creazione di contenuti editoriali (newsletter, ebook e ricettari) che comportano sempre un lavoro incrociato fra ricerca sulla materia prima alimentare, componenti nutrizionali e pratica nella trasformazione in cucina. Gli ebook che elaboriamo (ad esempio melogranomania, melasalata, batatrac) sono strumenti educativi originali che costano anche due mesi di lavoro, ma che noi cerchiamo di dare gratis ai clienti o quanto meno di preservarne la gratuità fin dove è possibile. La generazione di condivisione sociale dei prodotti che mettiamo in vendita con una interazione altissima fra noi e gli utenti: alcuni “clienti” sono diventati nostri collaboratori. Noi crediamo molto nel modello sociale definito negli ultimi anni come “movimento makers”. Oggi in ambito gastronomico e del wellness troviamo proprio persone che creano cultura e consapevolezza con strumenti nuovi e stili nuovi. E’ arrivato il tempo di valorizzare al massimo questi talenti e queste persone che spesso non hanno percorsi accademici, tutt’altro. La strettissima collaborazione formativa con esperti del settore, in particolare esperti di tecnologie e scienze alimentari, esperti di biologia e nutrizione.

 

E’ possibile partecipare a vostri eventi/showcooking dedicati ai “supercibi” da non farsi mancare e all’utilizzo dei vostri estrattori?

Finora ci siamo fatti coinvolgere in alcuni micro-eventi creati da altre persone, spesso proprio da clienti che, dopo aver provato i nostri prodotti, ci contattano perché organizzano eventi formativi informali (showcooking e simili) di eccellente spessore. Scegliamo sempre con grande attenzione, ma pensiamo questa sia una buona strada da perseguire perché sono le persone che creano il vero valore intorno ai prodotti. Devo dire che è anche un modo per evitare egregiamente di essere presuntuosi nel proprio mestiere. Ascoltare gli altri è il miglior modo per iniziare un dialogo autentico.

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