Soap Box Story: il gusto dell’auto senza motore

Soap Box Race

Di cosa si tratta? Le “soap box”, ovvero le scatole di sapone, sono
delle bizzarre macchinine, che nascono nel 1933 negli U.s.a. grazie
all’idea di un commerciante di sapone che seppe coniugare il sogno
americano dell’epoca, l’automobile, con la sua attività.
L’imprenditore ebbe l’intuizione di disegnare sulle scatole del suo
sapone, che allora erano realizzate in legno, le sagome di
autovetture immaginarie. Una volta ritagliate e completate con
l’aggiunta di parti meccaniche, chiunque avrebbe potuto costruirsi
la propria “auto” personalizzata. Fu un successo enorme.
Migliaia di mini-bolidi cominciarono a sfilare per gli States,
ovunque ci fosse una strada in pendenza.
Fu però un giornalista dell’Ohio del “Dayton Daily News”
che, interessandosi al fenomeno, decise di organizzare una vera e
propria gara: la prima corsa più pazza d’america si svolse a
Daytona nel 1934 con il nome di “All American Soap Box Derby”.
Dal 1934 a oggi la passione delle soap box ha fatto il giro del
mondo.

E adesso arrivano in Italia, a Napoli.
La gara prevede la partecipazione di tutte quelle automobili che
hanno come unico requisito, l’assenza del motore.
L’unica energia utilizzata, e assolutamente ecocompatibile,
è la creatività.
Il percorso è di seicento metri e si snoda lungo Via Tito
Lucrezio Caro; la pendenza massima del 10% permetterà ai
veicoli di raggiungere una velocità massima anche di 60
Km/h. I primi dieci metri del percorso saranno utilizzati dai
membri del team per dare all’auto – soap box – la spinta necessaria
ad affrontare il tracciato, in cui sono inserite anche due chicane
artificiali. Vincerà la soap box che, secondo una giuria
tecnica, avrà dimostrato il migliore stile di guida, la
più alta velocità e la maggiore
creatività.

Per partecipare basta iscriversi al sito www.redbullsoapboxrace.it dove troverai tutte le
informazioni necessarie alla costruzione della tua soap box.

Alessandro Marchetti
www.ecotrasporti.it

 

Articoli correlati