In dieci anni, tra il 2004 e il 2014, in Gabon i bracconieri hanno ucciso oltre 25mila elefanti, mettendo a serio rischio la sopravvivenza della specie.
Gli elefanti africani (Loxodonta africana) sono tra gli animali più amati e carismatici del mondo. Eppure sappiamo ancora poco sulle straordinarie percezioni e abilità cognitive di questi giganti, in grado ad esempio di percepire temporali a centinaia di chilometri di distanza. Il loro enigmatico cervello (il cui numero dei neuroni è il triplo di quelli della nostra specie) potrebbe purtroppo rimanere un mistero per sempre, visto che la specie rischia di estinguersi a causa del commercio illegale di avorio.
In Gabon la situazione per gli elefanti è davvero critica, secondo una ricerca condotta da un gruppo di ricercatori della Duke University e pubblicata sulla rivista Current Biology, tra il 2004 e il 2014 sarebbero stati uccisi 25mila elefanti di foresta (Loxodonta cyclotis). Questi animali, rispetto agli elefanti delle savane, hanno dimensioni minori e zanne meno curvate e il Gabon è la loro ultima roccaforte. Nell’irrisorio lasso di tempo di dieci anni la popolazione di elefanti gabonesi presenti nel parco nazionale di Minkébé si è ridotta dell’80 per cento.
Gli elefanti vengono uccisi a causa delle loro preziose zanne, secondo una recente ricerca della Iucn la popolazione degli elefanti è diminuita del 20 per cento dal 2006 al 2015 e conta attualmente 415mila esemplari. Il recente annuncio della Cina, ovvero il più grande mercato d’avorio del mondo, relativo alla messa al bando del commercio interno di avorio entro la fine del 2017, potrebbe rappresentare un punto di svolta per la conservazione degli elefanti, sperando che non sia troppo tardi.
Elefanti a rischio
“Visto che la metà dei circa 100mila elefanti di foresta presenti in Africa Centrale si trova in Gabon, la perdita di 25mila esemplari in questo santuario è una battuta d’arresto considerevole nella conservazione. La specie è a rischio estinzione se i governi e le agenzie di protezione non intervengono”.
Per invertire questa allarmante tendenza e salvare gli elefanti dai bracconieri, occorre intensificare gli sforzi di protezione. Innanzitutto, secondo gli autori dello studio, “servono aree protette internazionali e un’applicazione della legge coordinata a livello internazionale per perseguire chi commette reati in un altro stato”. Gli studiosi lanciano inoltre un appello alla comunità internazionale, affinché faccia “pressione sui Paesi in cui ancora non è vietato il commercio d’avorio”. Infine è importante effettuare programmi di educazione presso le popolazioni locali, insegnando loro che gli elefanti vivi, grazie all’impatto positivo sul turismo, valgono i più di quelli morti.
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