Investimenti sostenibili

Sudafrica, Città del Capo raccoglie capitali per combattere i cambiamenti climatici

Città del Capo emette il suo primo green bond: 76 milioni di dollari per costruire infrastrutture, edifici e trasporti più ecologici e sostenibili.

Al centro di un territorio estremamente vulnerabile alle conseguenze dei cambiamenti climatici, l’amministrazione di Città del Capo sta cercando di costruirsi un futuro resiliente e sostenibile. E lo fa anche tramite la finanza verde, lanciando sul mercato il suo primo green bond. Un esempio che potrebbe presto essere seguito da altre amministrazioni del Sudafrica e, in generale, del Continente africano.

Il green bond di Città del Capo

Città del Capo ha emesso il suo primo green bond nel mese di luglio del 2017, per un valore di 76 milioni di dollari. È la prima obbligazione verde di tutto il Sudafrica, fatta eccezione per quella emessa dalla città di Johannesburg del 2014, che però non era certificata. E il successo è andato ben oltre le aspettative: nell’arco di poche ore gli ordini erano pari a quattro volte la somma.

L’amministrazione di Città del Capo non emette obbligazioni con frequenza: l’ultima, prima di questo green bond, risale al 2010. Pertanto – spiega la ong Climate Bonds Initiative – c’è da aspettarsi che il ricorso al mercato obbligazionistico per rastrellare capitali rimanga tutto sommato limitato. C’è da dire, però, che altre città della zona potrebbero seguire l’esempio.

Il Sudafrica nella morsa dei cambiamenti climatici

Gli abitanti del Sudafrica stanno facendo i conti con una gravissima crisi climatica: la scarsità di precipitazioni vissuta negli ultimi tre anni ha scatenato la peggiore siccità dell’ultimo secolo. Anche nella provincia del Capo Occidentale, celebre per le sue spiagge e i suoi vigneti, molti piccoli produttori agricoli sono in ginocchio. I sei milioni di abitanti di Città del Capo devono fare i conti con il razionamento dell’acqua, che prevede multe per chi ne consuma più di 87 litri al giorno (per fare un paragone, basti pensare che in media una doccia ne consuma 62).

Questa situazione drammatica ha fatto emergere quanto sia urgente investire nella transizione energetica e nella riconversione ecologica di edifici e infrastrutture. Tanto più perché al momento il Sudafrica è ancora strutturalmente dipendente da vecchie centrali a carbone che si stanno avvicinando alla fine del loro ciclo di vita. Da qui, la decisione di Città del Capo di lanciare il suo primo green bond. Con i proventi, l’amministrazione doterà la città di autobus elettrici e metterà in campo interventi per l’efficienza energetica degli edifici. Grande spazio, comprensibilmente, avranno i progetti per la gestione dell’acqua, gli interventi sul sistema fognario e i progetti per la protezione e la salvaguardia delle coste.

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Siccità e acquazzoni caratterizzeranno sempre di più il cambiamento del clima. ©Christopher Furlong/Getty Images

Green bond nel mondo, a che punto siamo

Città del Capo, Göteborg, Hong Kong, New York. Vengono dai quattro angoli del Pianeta le case histories raccontate nell’ultima edizione del report “Obbligazioni e cambiamento climatico. Lo stato del mercato nel 2017”, pubblicato a settembre dalla ong Climate Bonds Initiative su incarico della banca HSBC. Un documento che fa un quadro della diffusione dei green bond nel mondo, spiegando nei dettagli anche come vengono usati i loro proventi. Nel 2017 le obbligazioni legate al clima hanno raggiunto un valore di 895 miliardi di dollari (201 miliardi in più rispetto all’anno precedente); all’interno di questa cifra, è di 221 miliardi di dollari il valore dei titoli certificati ufficialmente come green bond. Il mercato, in sintesi, cresce in modo costante e non accenna a fermarsi. L’obiettivo auspicato dal report è quello di arrivare a mille miliardi di dollari entro il 2020.

 

Foto in apertura © Dan Kitwood/Getty Images
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