Suore per il clima: un gruppo di religiose lotta per fermare un gasdotto in Pennsylvania

Un gruppo di suore della Pennsylvania è sceso in strada, letteralmente, per protestare contro l’arrivo di un gasdotto nella loro proprietà. Ecco la storia delle religiose a che lottano per l’ambiente.

Proteste, sit-in e manifestazioni sono azioni di solito associate ai contestatori, una categoria in cui non ci si aspetterebbe di trovare delle suore. Ma una legge ingiusta e il disprezzo di alcuni politici per l’ambiente potrebbero far arrabbiare chiunque, religiosi compresi. È il caso di un gruppo di suore della Pennsylvania che sono scese in strada per protestare contro l’arrivo di un gasdotto nella loro proprietà.

Suore ribelli contro il gasdotto

“È necessario investire molto di più nella ricerca, per comprendere meglio il comportamento degli ecosistemi e analizzare adeguatamente le diverse variabili di impatto di qualsiasi modifica importante dell’ambiente”. Quella che non sfigurerebbe in uno studio sui danni dei cambiamenti climatici è una frase che fa parte dell’enciclica Laudato si’ di papa Francesco del 2015, ispirata agli omonimi versi scritti da san Francesco nel 1224 nel Cantico delle creature. Le preoccupazioni per l’ambiente espresse dal pontefice e i concetti di Laudato si’ sono diventati una ispirazione importante per il gruppo Suore adoratrici del sangue di Cristo, fondato in Italia nel 1834 e che riunisce circa duemila religiose in tutto il mondo.

La sezione di base a Columbia, in Pennsylvania, Stati Uniti, si è spinta ancora oltre, manifestando contro l’arrivo di un gasdotto nella loro proprietà. Le suore hanno protestato con tutte le loro forze per impedire che la costruzione di alcune tubature dell’Atlantic sunrise pipeline fosse ultimata: non solo volevano proteggere il loro terreno, ma reputavano che tutto il progetto, fra la tecnica del fracking usata per ottenere il gas e l’aggiunta di opere artificiali in natura, fosse dannoso per l’ambiente.

La portavoce del gruppo sorella Janet ha spiegato le motivazioni che hanno portato le suore a prendere questa decisione e le conseguenze che manifestazioni e proteste hanno avuto nella loro comunità dopo l’epilogo negativo. “Il nostro impegno per l’ambiente ci ha portato a prendere una posizione di resistenza contro l’uso della nostra terra per i combustibili fossili. Nonostante i nostri sforzi, un gasdotto alto un metro è stato autorizzato per essere installato nel nostro terreno coltivato a Columbia. Il gas ha già iniziato a fluire. Ci è stato negato il diritto di far ascoltare il nostro caso, anche dopo aver presentato richieste ufficiali alla Corte suprema degli Stati Uniti. L’utilizzo della nostra terra per questo gasdotto non è per il bene comune, ma per i profitti di una società internazionale di gas da miliardi di dollari. L’uso di combustibili fossili è pericoloso per l’ambiente e non è energia sostenibile. Abbiamo scelto di manifestate perché crediamo che sia nostra responsabilità assicurarci che l’eredità del mondo sia sempre presente per le generazioni future”.

Sconfitte ma non domate

Le proteste sono state quindi vane e oggi delle tubature sono presenti nei terreni delle Adoratrici in Pennsylvania. Come se ciò non fosse abbastanza, alcuni membri della comunità locale sono finiti sotto processo per i sit-in, ma di recente un giudici ha annullato ogni condanna. “Non avremmo potuto fare tutto ciò senza la collaborazione dei membri di Lancaster against pipelines, una coalizione di cittadini che hanno una passione per l’ambiente. Questa resistenza ha riunito persone provenienti da una varietà di tradizioni di fede che sentono un profondo legame spirituale con la Terra. Era evidente nel nostro lavoro insieme che la cura per l’ambiente è una chiamata per tutta l’umanità – ha scritto sorella Janet via email – inoltre stiamo attualmente lavorando a un progetto di energia solare nei nostri campi”.

Le suore non hanno quindi nessuna intenzione di fermarsi e anche se non sono riuscite a fermare l’arrivo di un gasdotto nel loro territorio, continuano a manifestare per il bene dell’ambiente. Queste donne, che di norma lavorano in alcuni centri della contea occupandosi dell’assistenza dei bisognosi, sono l’emblema della lotta per il bene della Terra e contro i cambiamenti climatici: “Crediamo che l’interesse per l’ambiente sia una necessità non solo per i cattolici, ma per le persone di tutte le fedi. Siamo chiamate a fare delle scelte per il bene comune”.

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