Progetto sostenibile, “Swiss Re Headquarters”

La nuova sede della Swiss Reinsurance Company, progettata dall’architetto Sir Norman Foster, è attualmente in fase di costruzione al 30 St. Mary Axe, nel cuore della City, vero e proprio centro finanziario di Londra.

Nella progettazione della Swiss Re sono state applicate idee e
concetti che furono sviluppati per la prima volta all’inizio degli
anni Settanta, in un progetto teorico sul rapporto fra natura e
spazio di lavoro elaborato da Buckminster Fuller. Si chiamava
“Climatroffice” e proponeva spazi adibiti ad uffici,
all’interno di un’ampia e articolata superficie vetrata a energia
controllata, mentre la sistemazione a giardino creava un vero e
proprio microclima all’interno di tale struttura.

La torre alta 180 m. si presenta con una pianta circolare, che si
amplia nel suo diametro verso la metà dell’edificio e che si
rastrema verso la sommità.
Questa particolare tipologia risponde alle specifiche richieste
dell’area, permette di ridurre la superficie riflettente, migliora
la trasparenza e aumenta la penetrazione della luce solare durante
il giorno.
La forma aerodinamica consente all’aria di circolare attorno
all’edificio invece di essere convogliata verso il suolo, come
invece accade normalmente negli edifici a pianta rettangolare,
riducendo così le spinte del vento a livello del marciapiede
e del piano stradale e maggior sicurezza statica alla base
dell’edificio.
Un tale flusso d’aria genera differenze di pressione attorno
all’edificio e può essere utilizzato per facilitare la
naturale ventilazione all’interno degli uffici.

Un sostanziale risparmio energetico sarà possibile
attraverso i “lightwells”, o sorgenti di luce, che salgono a
spirale per i quarantuno piani della torre.
Foster utilizza infatti questi spiraliformi per potenziare il
flusso energetico all’interno dell’edificio.
Questi spazi, ovvero i “polmoni” dell’edificio, garantiranno un
flusso d’aria naturale continuo, contribuendo a regolare il clima
interno.
La torre è in grado infatti di utilizzare al massimo la
ventilazione di tipo naturale, in modo da ridurre l’utilizzo del
tradizionale sistema di aria condizionata sino al 40%, limitando
così il consumo energetico e l’emissione di carbonio.
I “lightwells” sfruttano inoltre al massimo la penetrazione della
luce solare all’interno degli uffici, riducendo così
l’utilizzo della luce artificiale.
La superficie vetrata è composta da due lastre di vetro
temperato con intercapedine all’interno, che viene ventilata
dall’aria che circola negli uffici.
L’integrazione fra la struttura, lo spazio e i sistemi energetici
consentirà massime prestazioni in dimensioni ridotte.

La torre di Swiss Re consolida e amplia le innovazioni applicate
alle torri per uffici precedentemente realizzate, proponendo un
edificio ecologicamente responsabile, modellato sulle esigenze del
XXI secolo.

Viviana
Confalonieri

Articoli correlati
A Londra un ponte solare da record

Un ponte vittoriano del 1886 sarà restaurato e riqualificato per ospitare la nuova stazione di Londra. Sarà ponte solare con 4.400 pannelli fotovoltaici