General Mills investe 100 milioni di dollari per combattere i cambiamenti climatici
La multinazionale statunitense, dopo la campagna negativa dell’Oxfam, si impegna a ridurre il proprio impatto e a migliorare le politiche ambientali.
La multinazionale statunitense, dopo la campagna negativa dell’Oxfam, si impegna a ridurre il proprio impatto e a migliorare le politiche ambientali.
Il Parco della Biodiversità a Expo Milano 2015 ha ospitato un convegno sul ruolo dell’ agricoltura biologica nella lotta al riscaldamento globale e ai cambiamenti climatici. I dati emersi non lasciano spazio a dubbi. Il biologico produce molta meno CO2.
Il cantautore statunitense ha prestato la propria voce al cortometraggio The soil story, film che evidenzia l’importanza di un suolo sano per un pianeta sano.
Istituzioni, cooperative e aziende cioccolatiere, unite per raggiungere un risultato unico nel suo genere: cacao biologico al posto delle foglie di coca.
Il governo della Danimarca ha preparato un piano per raddoppiare entro il 2020 la superficie agricola coltivata con il metodo biologico e biodinamico.
L’agricoltura sostenibile ha un minore impatto sul pianeta, contrasta i cambiamenti climatici ed è conveniente anche dal punto di vista della redditività.
Ad un primo sguardo la si sarebbe potuta subito etichettare come una sorta di mini-Expo, cioè di versione ridotta o itinerante dell’evento milanese attualmente in corso, essendo essa approdata a Parigi come un’antologia di eccellenze italiane dell’enogastronomia, della cultura e del turismo ecologicamente orientati. Ma a ben guardare Italia Sostenibile, fiera del made
Shagara, un’associazione ambientalista egiziana, insegna ai ragazzi delle scuole pubbliche tecniche di coltivazione sostenibile per contrastare i cambiamenti climatici e la povertà.
Produrre cibo sano lavorando in armonia con la natura e non contro di essa è possibile. Greenpeace International descrive come fare nel suo rapporto “Agricoltura sostenibile: sette principi per un nuovo modello che metta al centro le persone”.
In tutto il mondo, 800 milioni di persone praticano l’agricoltura urbana. Secondo la Fao, quasi un miliardo di individui coltivano piante e allevano animali all’interno e intorno alle città. Una pratica che agevola l’accesso a cibo sano alle famiglie a basso reddito e contribuisce al loro risparmio sugli acquisti alimentari, ma che allo stesso tempo