Dakota access pipeline, la banca olandese Ing si sfila dai finaziatori
Dopo Abn Amro, anche la banca Ing non finanzierà il controverso progetto bloccato da Obama e rilanciato da Trump. Intesa San Paolo rimane tra i finanziatori.
Dopo Abn Amro, anche la banca Ing non finanzierà il controverso progetto bloccato da Obama e rilanciato da Trump. Intesa San Paolo rimane tra i finanziatori.
Nonostante Donald Trump, i sindaci di tutto il mondo proseguono la battaglia contro i cambiamenti climatici. Parigi e Londra lanciano la “Air’volution”.
Molti investitori stanno chiedendo alle banche che finanziano il Dakota access pipeline di spingere per una deviazione del percorso dell’oleodotto o, meglio, di abbandonare il progetto dal punto di vista economico. L’appello non è caduto nel vuoto.
Donald Trump ha firmato il decreto che impone la revisione delle norme introdotte da Obama per limitare le emissioni di CO2 delle centrali elettriche.
Si poteva pensare che l’elezione come presidente degli Stati Uniti di Donald Trump fosse un duro colpo per la finanza responsabile. La sua marcia indietro su una serie di questioni che vanno dalla transizione energetica al rispetto dell’Accordo di Parigi, passando per le armi, sembrano avere poco a che fare con una finanza che rispetta
Cocente sconfitta parlamentare per Donald Trump. I repubblicani non lo seguono e salta il voto sull’abolizione della riforma sanitaria di Barack Obama.
Il Congresso degli Stati Uniti ha revocato il divieto di caccia imposto da Obama, consentendo perfino di sparare agli animali dagli aerei e ai cuccioli nelle loro tane.
Secondo il nuovo direttore dell’Epa, Scott Pruitt, l’impatto delle attività umane sui cambiamenti climatici sarebbe ancora tutto da dimostrare.
Dopo l’ordine di sgombero di Donald Trump, chi si oppone al Dakota access pipeline si sta riorganizzando per la manifestazione del 10 marzo. E intanto in Italia…
Nel suo quarto giorno da presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha ridato il via alla costruzione degli oleodotti Keystone XL e Dakota Access, che erano stati bloccati dal suo predecessore Barack Obama. Progetti che “sono in grado di aumentare posti di lavoro, far crescere l’economia, e contribuire all’approvvigionamento energetico degli Stati Uniti”, aveva immediatamente